Mottarone, gli indagati incastrati da video e audio consegnati in Procura dall’ex-dipendente

giovedì 30 Settembre 11:22 - di Paolo Lami
MOTTARONE_FUNIVIA

I problemi alla cabina 3 della funivia del Mottarone erano presenti già nel 2019 e l’allora dipendente, Stefano Carlo Gandini che mise in guardia dal rischio di un incidente venne minacciato di licenziamento.

Gandini ha raccontato alla Procura a Verbania, che indaga sul disastro, la sua esperienza lavorativa all’impianto, esperienza iniziata nel dicembre 2017 e terminata due anni dopo quando ha preferito licenziarsi dalla società che gestiva l’impianto funiviario del Mottarone.

Al centro delle rivelazioni di Gandini  i problemi al sistema frenante della cabina 3 poi precipitata e in cui hanno perso la vita 14 persone.

In particolare, l’uomo racconta come il 28 maggio 2017 insieme al capo servizio Gabriele Tadini (agli arresti domiciliari dopo l’incidente) abbiano effettuato il controllo della cabina 3.

“Lo stesso – si legge nel verbale dell’ex-dipendente della società che gestiva l’impianto – mi disse che andava tutto bene, di stare tranquillo ‘tanto la funivia non cade’, ed inoltre mi rassicurò sul fatto che avrebbe annotato tutto sul libro di vettura, creandolo ex novo, cosa che non è mai stata fatta”.

I libri di vettura “sono a mio modo obbligatori ma non sono stati mai creati. Analogamente anche nel registro di controllo nulla è stato annotato“.

Sulle ‘difformità’ riscontrate sulla cabina il giorno precedente l’ex-dipendente fece una nota “da me sottoscritta e consegnata a Luigi Nerini (gestore dell’impianto, indagato) per il successivo inoltro anche all’ingegnere Perocchio (Enrico, indagato). Non so che fine abbia fatto tale documento, io non ne ho mai sentito parlare”, racconta l’ex-dipendente che nello stesso periodo aveva anche ricevuto una lettera di pre-licenziamento.

Peraltro lo scorso giugno Gandini ha consegnato alla Procura alcune registrazioni audio – conservate sul cellulare – che fanno riferimento al 27 maggio 2019.

“Nelle registrazione – si legge a verbale – ci sono le discussioni con il vice capo servizio Silvio Rizzolo che mi diceva di aver già relazionato a Gabriele Tadini (capo servizio della funivia ai domiciliari) e Luigi Nerini (il gestore dell’impianto indagato). Nelle registrazioni si sente anche il Nerini intervenire nel suo ufficio ove mi ha minacciato di licenziarmi“.

La colpa, a dire dell’ex-dipendente, è quello di aver riscontrato nel 2019 problemi alla cabina 3, “nello specifico sul quadro di bordo usciva pressione minima valvola di non ritorno” riscontrati anche “vari trafilamenti (perdite) di olio dalla centralina dei freni di emergenza“.

Proprio per ‘risolvere’ i problemi ai freni la mattina dell’incidente la cabina 3 viaggiava con i forchettoni inseriti, così facendo la cabina priva del freno di emergenza è precipitata quando si è rotta la fune trainante per cause in fase di accertamento.

Ascoltato lo scorso 7 giugno dalla Procura che indaga sull’incidente del Mottarone, Gandini ha consegnato agli inquirenti materiale audio e una foto della cabina 3, proprio quella precipitata lo scorso 14 maggio, “con Tadini (Gabriele, il capo servizio dell’impianto della funivia, ndr) e forchettoni inseriti (anno 2019)” foto e video del giro di prova all’interno della cabina e “documentazione fotografica centralina impianto frenante (27 maggio 2019)”, impianto sotto la lente degli esperti.

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