La denuncia: «L’80% dei sanitari e dei medici non vaccinati lavora ancora e le Asl chiudono gli occhi»

martedì 7 Settembre 11:31 - di Paolo Sturaro
medici non vaccinati

«La possibilità che ci siano operatori sanitari e medici non vaccinati c’è, eccome». E non parliamo di una percentuale minima. Ma «dell’80% di sanitari che stanno lavorando, nonostante non abbiano i requisiti di legge per farlo, ovvero la vaccinazione». Questo, «perché la legge non è applicata». Lo spiega all’Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Fnomceo. Ricorda che i sanitari solo una volta sospesi dall’Albo professionale non possono concretamente esercitare.

Medici non vaccinati, l’Ordine ha le mani legate

La norma, infatti, ricorda Anelli, «non ha dato il mandato agli Ordini professionali di fare la ricognizione degli iscritti che non si sono immunizzati. È un compito affidato alle Asl. E senza questo accertamento noi abbiamo le mani legate. Ad oggi gli Ordini dei medici che hanno ricevuto elenchi parziali dei non immunizzati sono una ventina. E hanno potuto assumere i provvedimenti di sospensione dal’Albo. Ma abbiamo 106 Ordini in Italia! Dunque oltre l’80% non ha ricevuto gli elenchi che permettono la sospensione. E, almeno teoricamente, possiamo dire che l’80% degli operatori sanitari che dovevano essere sospesi perché non vaccinati, sono ancora attivi».

I numeri sono allarmanti

«È una stima», precisa il presidente dei medici italiani. «Non si basa su numeri certi ma può dare il senso del problema. L’80% degli Ordini non ha ricevuto gli elenchi degli operatori da sospendere. Questo vuol dire che l’80% dei quelli che erano stati riscontrati come non vaccinati continua a fare il proprio lavoro». Per Anelli si tratta di una situazione grave che ha molte conseguenze negative. «La legge, in pratica, non è applicata da 5 mesi. Andava messa in pratica dal giorno dopo la sua pubblicazione, del primo aprile di quest’anno. La mancata applicazione sta determinando una non credibilità delle istituzione».

Tante le categorie coinvolte, dagli infermieri ai terapisti

«Ci sono aziende sanitarie che consentono ai medici non vaccinati di fare i medici, nonostante ci sia l’esplicito divieto. È incredibile. In questo contesto il mio appello è: “se non si riesce a far rispettare questa norma la si elimini”. Ci sono Asl che chiudono gli occhi», denuncia. E non solo per i medici». Infatti, «sono tante le categorie coinvolte: infermieri, psicologi, terapisti, tecnici di laboratorio. Tutti devono essere vaccinati per poter lavorare».

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