Il Padre nostro è politicamente scorretto: il prete censurato dalla maestra a scuola è un caso politico

giovedì 23 Settembre 17:44 - di Penelope Corrado
padre nostro, prete precenicco

Non si placano le polemiche per la censura imposta da una maestra friulana a un sacerdote che non ha potuto recitare il Padre nostro a scuola «per non offendere chi non è cristiano». I fatti risalgono al 15 settembre: in una scuola elementare di Precenicco, in provincia di Udine, all’inuagurazione con le autorità regionali e comunali, arriva anche il parrocco don Cristiano Zentilin.


Il sacerdote aveva appena iniziato la benedizione della scuola recitando la preghiera del “Padre Nostro” quando la maestra lo ha interrotto spiegandogli che no, in quell’istituto «non è consentito». È accaduto nella scuola elementare intitolata al duca d’Aosta Emanuele Filiberto: alunni, insegnanti ma anche anche assessori e consiglieri regionali della regione Friuli stavano prendendo parte all’inaugurazione del nuovo istituto avvenuta dopo i lavori di restauro. Essendo un evento solenne, era stato appunto invitato don Cristiano Samuele Zentilin per la benedizione.
Allorché il sacerdote ha iniziato a recitare il Padre nostro, è stato interrotto da una maestra che ha lo ha redarguito. «Non può, non è consentito». A quel punto, don Cristiano si è fermato nel silenzio forse imbarazzato venutosi a creare dinanzi a quell’imposizione.

Sul Padre nostro vietato interviene il presidente del consiglio regionale friulano

“Recitare in pubblico il Padre nostro, la preghiera con cui tutti siamo cresciuti, viene ritenuto un atto “politicamente scorretto”, da proibire in pubblico”, è quanto ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, di Forza Italia, con un post su Facebook. “Non sono affatto d’accordo con questa impostazione culturale, che con la scusa di non urtare la sensibilità di persone che possono pensarla in maniera diversa rischia di estraniarci non solo dai nostri valori ma anche dalle nostre tradizioni“, ha continuato il politico.
“Nessuno discute o contesta la laicità dello Stato e dell’istituzione scolastica pubblica, ma stoppare sul nascere la recita di una preghiera davanti a bambini di prima e seconda elementare mi pare davvero eccessivo“. 
 
“Nel suo intervento don Cristiano aveva invitato alla tolleranza nei confronti degli altri, – ricorda il consigliere regionale Mauro Di Bert, anch’egli presente all’inaugurazione, – spiegando che l’ora di religione serve anche a educare alla convivenza. Chi ha invitato il parroco lo ha fatto per garantire la benedizione con rituali che conosciamo, salvo poi fermarlo dinanzi a tutti”.

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