Il capolavoro “Sansone e Dalila” di Rubens è un falso: lo ha scoperto un test di intelligenza artificiale

martedì 28 Settembre 16:42 - di Lucio Meo

È stata l’intelligenza artificiale a stabilire che il dipinto “Sansone e Dalila” della National Gallery di Londra finora attribuito al pittore fiammingo Pieter Paul Rubens (1577-1640) non è autentico. Lo riferisce “ArtNews”, citando le ricerche condotte dalla ditta specializzata svizzera Art Recognition, secondo cui una serie di test di intelligenza artificiale ha scoperto che il capolavoro è molto probabilmente un falso.

Dopo aver confrontato l’opera con 148 dipinti incontestati di Rubens, l’algoritmo è arrivato alla “sorprendente” conclusione che c’era il 91 per cento di possibilità che fosse non autentico.

L’algoritmo ha svelato il falso d’autore su “Sansone e Dalila”

L’algoritmo ha analizzato i modelli di pennellata e altri aspetti del lavoro conosciuto di Rubens e li ha confrontati con il dipinto della National Gallery, la cui paternità è stata a lungo oggetto di controversie. “Quando ho visto questo risultato ero scioccata”, ha detto Carina Popovici, una scienziata che ha co-fondato Art Recognition e che ha condotto lo studio. “Abbiamo ripetuto gli esperimenti per essere davvero sicuri che non stavamo facendo un errore e il risultato è sempre stato lo stesso. Ogni singolo quadrato del dipinto è uscito come falso, con più del 90% di probabilità”.

Il risultato dà credito agli studiosi che hanno dubitato dell’autenticità dell’opera da quando l’istituzione londinese l’ha acquistata per 2,5 milioni di sterline nel 1980. All’epoca era la terza opera d’arte più costosa mai venduta.

La Art Recognition si è specializzata invece nel settore degli expertise, con questa tecnologia ha già analizzato circa 400 opere d’arte e attualmente sta collaborando con l’Università di Tilburg, in Olanda. Un altro test, condotto su un’altra opera di Rubens della National Gallery, una Veduta di Het Steen la mattina presto, ha invece confermato la paternità al 98,76%.

Il quadro ispirato a un episodio biblico

Il dipinto, ispirato ad un episodio biblico, raffigura Sansone che si è addormentato sulle gambe dell’amata Dalila. Essa, che ha scoperto il segreto della forza prodigiosa dell’uomo racchiuso nella sua folta capigliatura, viene corrotta dai filistei, alla cui stirpe essa stessa appartiene, per farlo rapare, rendendolo inerme e catturabile (Libro dei Giudici 16: 17-20).

In primo piano, illuminati dal chiarore di una candela retta da una vecchia sulla sinistra e da un braciere a lei prossimo, ci sono Dalila a seno scoperto (il raffinato erotismo conferma il carattere privato dell’opera) e Sansone col torso nudo dormiente. Su di lui un filisteo opera cautamente il taglio con delle forbici: sulla destra e più al buio, da una porta socchiusa, altri filistei spiano l’operazione. Sullo sfondo, sopra le teste dei due personaggi principali, viene raffigurata una statua di Venere e Cupido in una nicchia, che richiama la causa della sconfitta dell’eroe.

 

 

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