È morta Giulia Mafai, costumista e scenografa per De Sica e Monicelli. Sua la firma nei cult di grandi registi

lunedì 27 Settembre 11:16 - di Redazione
Giulia Mafai

È morta Giulia Mafai, celebre costumista e scenografa che ha lavorato per i più grandi maestri di sempre della nostra scuola d’autori cinematografica. Si è spenta ieri a Roma, all’età di 91 anni. Dopo una vita passata tra i set più rinomati le stanze di una bottega artigianale che ha reso grande il mondo delle maestranze del cinema, quello con la C maiuscola. E il loro imprescindibile contributo artistico. Una donna e una professionista che, a partire dal 1950. E per un trentennio, ha firmato alcuni tra i più importanti film italiani. L’annuncio della scomparsa è stato dato da “Shalom”, il notiziario della Comunità Ebraica della Capitale. Riportando anche il commovente necrologio diffuso dalla sua famiglia, con cui la Mafai ha salutato tutti gli amici. «Conosco la fragilità della vita e la potenza della morte – si legge in quelle poche righe – separate da fili sottili. Ringrazio le mie figlie Ariel e Myrta. Mio nipote Elia. L’arte e la vita per tutto quello che mi hanno dato».

È morta Giulia Mafai: nota costumista e scenografa del cinema

La Mafai era nata a Roma il 13 gennaio 1930, figlia del pittore Mario Mafai e della pittrice e scultrice Antonietta Raphaël. Giulia era la terza figlia della coppia, dopo la scrittrice e giornalista Miriam (1926-2012) e la politica Simona (1928-2019). Con le sorelle aveva vissuto l’ambiente artistico e culturale della Roma tra le due guerre mondiali. Con i genitori Mario Mafai e Antonietta Raphaël (nata in Lituania e figlia del rabbino locale) che avevano riunito intorno a loro un gruppo di artisti che venne denominato “Scuola di via Cavour”. Dal nome del luogo della loro abitazione alla fine degli anni Venti. E allora, non poteva che procedere sui binari della cultura e dell’arte, la vita di Giulia Mafai, di cui oggi ricordiamo la collaborazione con i registi e gli attori più famosi della sua epoca. Da Vittorio De Sica a Mario Monicelli. Passando per Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Fino a Elliott Gould, Harvey Keitel e Keith Carradine.

Una professionista che ha infuso sapienza artigianale al cinema d’autore. E non solo

Fondamentale il suo apporto artistico per la realizzazione di tanti titoli di successo. Tra cui ricordiamo: l’impegno sul set di Anna (1951) di Alberto Lattuada. Un eroe dei nostri tempi (1955) di Mario Monicelli. Caporale di giornata (1958) di Carlo Ludovico Bragaglia. La ciociara (1960) di De Sica. La vendetta di Ercole (1960) di Vittorio Cottafavi. Il giudizio universale (1961), sempre di De Sica. Il commissario (1962) di Luigi Comencini. Appuntamento in Riviera (1962) di Mario Mattoli. Il processo di Verona (1962) di Carlo Lizzani.

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