Blitz francese contro lo Stato Islamico nel Grande Sahara, ucciso il sanguinario al-Sahrawi

giovedì 16 Settembre 17:53 - di Paolo Lami

L’attentato più eclatante che porta la sua firma fu quello contro i soldati americani nell’ottobre 2017 nel sud-ovest del Niger ma Adnan Abu Walid al-Sahrawi, fondatore del Sigs, ramo del sedicente Stato Islamico nel ‘Grande Saharaucciso dalle forze francesi – l’annuncio è stato dato in nottata su Twitter, dal presidente francese Emmanuel Macron – ha al suo attivo decine di attentati e di vittime anche civili.

Sulla testa di al-Sahrawi, considerato un terrorista feroce e sanguinario, responsabile di attacchi particolarmente cruenti in Mali, Niger e Burkina Faso, pendeva una taglia da cinque milioni di dollari.

Annunciando la notizia dell’esecuzione di al-Sahrawi, Macron ha parlato di “un altro grande successo nella nostra lotta contro i gruppi terroristici nel Sahel“.

Anche nell’occasione dell’agguato ai quattro militari Usa e cinque nigeriani nell’ottobre 2017 nel sud-ovest del Niger, come in altri attentati,il Sigs pubblicò il video dell’imboscata.

Alla fine del 2019, lo Stato islamico nel Grande Sahara effettuò una serie di attacchi su larga scala contro basi militari in Mali e Niger.

E il 9 agosto 2020 sempre in Niger, riporta la stampa francese, al-Sahrawi ordinò personalmente l’assassinio di sei cooperanti francesi, della loro guida e dell’autista entrambi nigeriani.

I ‘primi passi’ nel terrorismo al-Sahrawi li mosse a partire dal 2011 tra le file dell’Aqmi, il movimento jihadista Al-Qaeda nel Maghreb islamico con un breve passaggio nel Mujao, il Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa Occidentale.

Nel 2013 tornò in al-Qaeda per poi autoproclamarsi, nel maggio 2015, emiro del ramo saheliano dello Stato Islamico.

In quello stesso annoa l-Sahrawi creò il Sigs, che ha rivendicato nella sua storia attacchi particolarmente violenti contro civili e soldati in Mali, Niger e Burkina Faso, Paesi spesso obiettivo dei gruppi jihadisti armati.

Il Sigs spesso filma i suoi attacchi per scopo di propaganda.

Nel gennaio 2020, la Francia designò al-Sahrawi come “nemico prioritario“.

La morte del leader jihadista rappresenta un’importante successo per l’esercito francese e un colpo forse decisivo al già vacillante Sigs.

Da più di un anno, infatti, il gruppo guidato da al-Sahrawi e affiliato all’Isis subisce perdite a vantaggio di un movimento rivale, il Gsim, il Gruppo per la Salvaguardia dell’Islam e dei Musulmani. Che fa parte di al-Qaeda. Inoltre, nell’ambito dell’operazione Barkhane, sono stati neutralizzati diversi comandanti del Sigs.

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