Ambrogio Crespi racconta il suo inferno: in carcere fingeva con i figli di essere in “missione segreta”

martedì 7 Settembre 14:00 - di Francesca De Ambra
Crespi

Con i figli fingeva di essere in missione segreta, in realtà era in carcere per mafia. Ambrogio Crespi (nella foto), fratello del più noto Luigi, già sondaggista di Silvio Berlusconi racconta l’inferno del detenuto al Corriere della Sera. Ma anche della volontà che lo spinge a guardare avanti. Certo, la condanna irrevocabile a sei anni per concorso esterno sta lì e non la smuove nessuno, ma ha beneficiato della grazia parziale concessagli da Mattarella. Un gesto di clemenza che ha un valore doppio se solo si pensa che il Piersanti Mattarella, il fratello, fu ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980. Un gesto, commenta ora Crespi nell’intervista a Luigi Ferrarella, che «ha un valore umano e politico straordinario». Il provvedimento firmato da Mattarella ha cancellato dalla condanna 14 mesi di reclusione che, aggiunti ai sei scontati, consentono ora a Crespi di espiare fuori dal carcere la pena residua.

Crespi ha ottenuto grazia parziale da Mattarella

Lui continua a dichiararsi innocente e dice di «credere» nella giustizia. La sua condanna, assicura, non poggia né su «prove» né su «riscontri fattuali». Le accusano contro di lui originano dalla campagna elettorale in Lombardia del 2010. Secondo i giudici avrebbe dirottato voti di ‘ndrangheta su Domenico Zambetti, all’epoca assessore regionale. «Neanche lo conoscevo», ripete Crespi come in un mantra. E non esclude di portare il suo caso davanti alla Corte di Strasburgo. Del resto, per lui la condanna è una sorta di contrappasso dantesco. Da regista ha infatti girato docufilm su Enzo Tortora e sul Capitano Ultimo, il carabiniere che strinse le manette ai polsi di Tito Riina.

Condannato per concorso esterno

Ora la grazia gli consente di tornare dietro la macchina da presa. Andrà al Festival dei Venezia – c’era già stato nel 2016 per un film, Spes contra spem, sulle carceri italiane – per presentare Le 7 giornate di Bergamo. Questa volta l’argomento è il Covid, la sceneggiatura è di Simona Ventura. Una vita, quella di Crespi da illuminare controluce come si fa per scovare qualche macchia nella biancheria. Al momento, lo aiuta la consolazione di essere riuscito a far credere ai suoi bambini la storia di essere dietro le sbarre in missione segreta. «E lo straordinario – ha raccontato – è che anche a scuola tutti i genitori degli altri bambini hanno coperto questa storia, è stata davvero una magia». Non è molto, ma è già qualcosa.

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