Afghanistan, i Talebani avevano liberato dal carcere l’attentatore suicida dell’aeroporto

3 Set 2021 12:54 - di Roberto Frulli

Era stato liberato da una prigione afghana pochi giorni prima, mentre collassava il governo di Ashraf Ghani ed i Talebani salivano al potere, l’attentatore suicida che lo scorso 26 agosto si è fatto saltare in aria all’aeroporto di Kabul.

Lo ha rivelato Isis-K , l’organizzazione terroristica della Provincia del Khorasan che ha rivendicato il devastante attacco costato la vita a 170 persone decedute nell’attentato, tra cui 13 militari americani.

La notizia è stata riportata dalla Bbc, citando una newsletter online di Isis-K, nella quale si precisa che l’attentatore suicida, Abdul Rahman al-Logari, ed “un certo numero di suoi fratelli” erano stati liberati da una prigione “mentre le forze dell’ex-governo fuggivano”. Non appena libero, si precisa, l’uomo “si era affrettato ad unirsi ai suoi fratelli” dell’Isis ed era stato inserito nella lista degli attentatori suicidi del gruppo.

La Bbc ricorda che il 15 agosto i Talebani hanno liberato migliaia di detenuti dal carcere Pul-e-Charkhi di Kabul nel quale erano rinchiusi sia membri di al-Qaeda che dell’Isis.

Intanto sembra definirsi meglio il quadro sul futuro governo dei Talebani a Kabul: sarà Mullah Baradar a guidarlo,  secondo ‘India Today‘.

Baradar, uno dei co-fondatori dei Talebani, come ricorda il quotidiano indiano, venne catturato dalle forze di sicurezza nel 2010 a Karachi, in Pakistan, e scarcerato nel 2018.

Il capo dell’ufficio politico del movimento in Qatar è tornato a Kabul nelle ultime settimane dopo la presa del potere da parte dei Talebani.

Intanto, nella Valle del Panshir, l’ultima parte dell’Afghanistan che ancora i Talebani non riescono a controllare, la popolazione, sotto la leadership di Ahmad Massoud, figlio 32enne del comandante Ahmad Shah Massoud, il celebre ‘Leone del Panshir‘, si prepara a resistere all’offensiva annunciata dagli ex-studenti coranici.

Soli, ma “pronti a resistere”, dice, in un’intervista al Corriere della Sera, Fahim Dashti, portavoce del giovane Massoud.

Secondo Dashti, tra i panshiri ed i Talebani non ci sono state trattative reali.

“Noi del Fronte Nazionale di Resistenza – ha affermato – volevamo risolvere i problemi di convivenza tra le varie componenti del Paese. Loro, i Talebani, hanno solo cercato di comprarci, offrendo un ministero ad Ahmad Massoud o a un suo rappresentante a scelta”.

”In alternativa – rivela il portavoce – gli hanno garantito di conservare le sue proprietà sia in valle sia a Kabul. E mentre gli dicevano queste cose al telefono i miliziani attaccavano. La guerra non è cominciata ieri, ma lunedì”, smentisce.

Dashti sottolinea che nella valle sono arrivati “oppositori, soldati, poliziotti, forze speciali, ministri e deputati di province diverse. Oltre naturalmente al vice presidente Saleh. La nostra non è una resistenza etnica, ma nazionale“.

Rispetto all’annuncio dei Talebani che sostengono di aver già conquistato diverse posizioni, Dashti replica che si tratta di “propaganda. Hanno tentato sortite su più fronti, è vero, ma sono stati sempre respinti“.

Oggi, intanto, riprendono i voli interni dall’aeroporto di Kabul, come ha confermato l’emittente afghana ‘Ariana‘, dopo che ieri Al Jazeera aveva anticipato la notizia citando un funzionario dell’Aviazione civile afghana.

Nelle scorse ore il ministro degli Esteri del Qatar, Mohamed bin Abdelrahman Al Thani, aveva espresso l’auspicio che l‘aeroporto di Kabul potesse riaprire quanto prima.

“Stiamo ancora valutando la situazione”, aveva detto precisando che i Talebani e le autorità qatariote stavano cercando di identificare “rischi e possibili guasti” all’aeroporto.

In questo scenario si inquadra la visita del ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, atteso in Pakistan per colloqui incentrati sulle evacuazioni dall’Afghanistan, ora che si è concluso il ponte aereo con l’Occidente, e la prevenzione del terrorismo.

La visita segue gli stanziamenti per 30 milioni di sterline da parte del governo britannico per i Paesi confinanti con l’Afghanistan e che in questa fase sono i più interessati dai flussi di rifugiati.

Nei due giorni di colloqui con le autorità pakistane, Raab discuterà di come convincere i Talebani a garantire un passaggio sicuro per le persone che vogliono lasciare l’Afghanistan e di come impedire che il Paese diventi un hub per i gruppi terroristici.

Commenti

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  • guendalina 4 Settembre 2021

    E c’è ancora chi si illude che i Talebani non combattano l’ISIS e che gli afghani non Talebani non si alleeranno con questi ultimi per restare fedeli all’Occidente?

  • Amelia Tersigni 4 Settembre 2021

    Allora non è vero che i Pachistani si sono arresi indiscriminatamente …. stanno organizzando la resistenza… non tutto è perduto.
    Beh!…In fondo è solo l’America di Biden che ne esce con le ossa rotte … il che è un bene….!!!.

  • Silvia Toresi 4 Settembre 2021

    Andrebbe aiutato il Fronte Nazionale di Resistenza. Non solo i profughi.