Svizzera, la rivolta dei centri fitness che rifiutano l’obbligo del green pass: è una voragine finanziaria

lunedì 30 Agosto 10:00 - di

I conti economici non tornano con l’obbligo del Green Pass. E in Svizzera le palestre e i club sportivi si ribellano compatti all’imposizione perché moltissimi clienti piuttosto che vaccinarsi o fare un tampone ogni 48 ore per poter esibire il Green Pass all’ingresso in palestra, semplicemente preferiscono annullare l’abbonamento o non rinnovarlo alla scadenza naturale.

La Federazione svizzera dei centri di fitness e di salute ha avvertito che è assolutamente contraria all’obbligo del green pass. Motivo? Le proposte messe in consultazione mercoledì dal Consiglio federale sono lacunose e le conseguenze finanziarie richiederebbero nuove indennità per casi di rigore.

La Federazione ha anche calcolato quali possono ragionevolmente essere le conseguenze economiche dell’obbligo del Green Pass: ci si può aspettare una perdita delle entrate del 40%.

Secondo il suo ultimo rapporto, il settore ha realizzato un fatturato di 1,4 miliardi di franchi nel 2020, il che significa una perdita di 560 milioni di franchi.

La Federazione teme una voragine finanziaria: il periodo da marzo 2020 all’estate del 2021 è stato segnato da una perdita del giro di affari tra il 20 e il 50%, a seconda delle imprese.

I costi fissi non possono più essere coperti. Con l’obbligo del certificato Covid, il fatturato diminuirebbe di un ulteriore 20-40%, poiché i clienti non vaccinati non potrebbero più allenarsi, quindi rescinderebbero gli abbonamenti e non rinnoverebbero i loro contratti, mette in guardia la federazione.

Questo comporterebbe il fallimento delle aziende, che potrebbe essere evitato solo con un immediato sostegno pubblico sotto forma di contributi a fondo perduto per i costi non coperti, aggiunge.

Come misura immediata, occorrerebbe fornire un sostegno  di liquidità , cioè ristabilire i prestiti Covid-19. Questi sarebbero poi compensati da contributi a fondo perduto per i costi fissi non coperti, chiede la federazione.

Insomma l’obbligo di Green Pass rischia di costare molto caro dal punto di vista economico ai centri fitness e anche allo Stato. Non solo: disincentivando l’attività fisica potrebbe avere conseguenze, a lunga distanza,  anche sui costi dell’assistenza sanitaria.

 

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