Scuola, anche Bellanova vuole “commissariare” Bianchi: «Non ha risolto nulla. Rischiamo la Dad»

giovedì 26 Agosto 8:47 - di Federica Parbuoni
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Dice uno, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: «Stiamo lavorando moltissimo con il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini, le Regioni, gli enti locali». Risponde l’altra, il viceministro ai Trasporti Teresa Bellanova: è necessario «lavorare in collaborazione fattiva nella filiera istituzionale; nei ministeri e tra i ministeri». Come a dire che non si sta facendo. Va in scena sulla scuola l’ennesimo scontro interno al governo che, per quanto non urlato e affidato a una serie di messaggi striscianti, appare particolarmente rilevante alla luce dell’importanza del settore e particolarmente significativo alla luce del fatto che si consuma (anch’esso) internamente all’ala sinistra del governo, coinvolgendo i renziani e un ministro tecnico sì, ma in quota Pd.

La scuola ancora a rischio Dad

«Colgo il rischio-paralisi di una discussione infinita che alla fine potrebbe determinare il ripiegamento sulla Dad con la minaccia evidente di non riaprire le scuole e non consentire le lezioni in presenza», ha detto in un’intervista all’Adnkronos, Bellanova, mentre a due settimane dall’inizio della scuola le incognite restano ancora tantissime. Lo stato dell’arte è che il viceministro Bellanova si «augura» che non si vada «fuori tempo massimo» sull’applicazione delle linee guida sottoposte dal suo ministero al Cts e rispetto alle quali diversi governatori hanno sottolineato difficoltà logistiche ed economiche. «Mi auguro – ha spiegato la renziana – che dai Tavoli prefettizi, già impegnati fin dallo scorso anno, come dalle Regioni arrivino proposte e soluzioni, per affrontare punto per punto quanto richiesto dal rispetto delle Linee Guida».

L’avvertimento di Bellanova sulla «piena condivisione»

Poi il primo messaggio che suona come un richiamo al collega di governo titolare della Scuola. «Allo stesso tempo – ha sottolineato Bellanova – ritengo sarebbe stato importante che proprio le Linee Guida, considerata la complessità e l’ampiezza della questione, fossero l’esito di una piena condivisione a monte, con le forze politiche come con chi è direttamente coinvolto nell’attuazione ed oggi esprime perplessità, dalle Regioni alle aziende dell’autotrasporto».

L’accusa: «Tutti i nodi stanno venendo al pettine»

«Fin dal passato governo – ha proseguito – è sempre stato chiaro, almeno per me e per noi di Italia viva, che proprio su questo delicatissimo e strategico segmento si sono scaricate criticità e malfunzionamenti di altri settori, compreso quello del trasporto, ma non solo. Se questo chiama naturalmente in causa direttamente anche le Regioni e gli Enti locali, pure è evidente che per affrontare e risolvere una volta per tutte e senza continui andirivieni questo tema il confronto e la condivisione sono una condizione ineludibile. Siamo in una situazione in cui, volenti o nolenti, tutti i nodi stanno venendo al pettine».

«Se non si è risolto sulla scuola, che succederà sul Pnrr?»

Dunque, due dati politici emergono dalle parole di Bellanova: il primo è la continuità con la passata esperienza di governo, alla quale proprio i renziani decisero di staccare la spina; il secondo è il fatto che anche il nuovo esecutivo non è riuscito a compiere nulla di significativo. Ma il ragionamento della renziana di ferro non si limita alla scuola e arriva a coinvolgere la mission stessa del governo: il Pnrr.

«Se da oltre un anno non si riesce a venire a capo sull’organizzazione della scuola per garantirla in presenza, venendo meno peraltro in questo modo a un preciso dettato costituzionale, come pensiamo di riuscire ad attuare in sei anni un programma straordinario come il Pnrr?», ha detto, aggiungendo che è necessario «lavorare in collaborazione fattiva nella filiera istituzionale; nei ministeri e tra i ministeri. È quanto è richiesto dai tempi e dalle complessità che viviamo». Oltre che per Bianchi, è un messaggio anche per Draghi?

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