Roma, orrore all’Ardeatino: straniero massacra l’amico con 30 coltellate per le sigarette

mercoledì 4 Agosto 8:39 - di Redazione
Roma coltellate

Si prendono a bastonate e a coltellate due afghani disoccupati e “residenti”  in un vecchio camper a Tor Marancia. Una lite assurda per un pacchetto di sigarette finisce per scatenare la violenza brutale finita in tragedia dopo una lite furibonda: uno ha preso un bastone mentre l’altro un coltellaccio col quale ha infierito sulla vittima anche dopo averla uccisa. 30 coltellate che hanno quasi decapitato l’amico di strada. Lo segnala il Messaggero.  L’omicidio avvenuto in  uno slargo di via Santa Petronilla vicino ad un lotto di case popolari. Quartiere Ardeatino.

Roma, orrore all’Ardeatino: afghano prende a coltellate l’amico

Il movente è tanto futile quanto raccapricciante negli effetti. “Uno straniero rimproverava all’altro il costo di un pacchetto di sigarette. Quindi un omicidio per un pò di tabacco”, leggiamo nella ricostruzione dettagliata del quotidiano romano. A soccombere è stato Amiry Najibollah, afgano di 42 anni. Il suo connazionale – i due vivevano insieme nel camper-  ha 40 anni, Askar Leza. Sono stati i residenti della zona a chiamare la polizia sentendo le grida strazianti  provenire dal camper situato nella zona più volte nel mirino del comitato di quartiere di Tor Marancia. Erano stati fatti esposti alle forze dell’ordine per paura  che lì nello slargo di via Santa Petronilla potesse sorgere una piccola baraccopoli. Cosa puntualmente accaduta.

Roma, l’omicidio nella baraccopoli dell’ Ardeatino

“Sul posto nel giro di pochi minuti sono arrivate le volanti. L’uomo ferito mortalmente è spirato davanti ai primi agenti intervenuti- racconta il Messaggero- . Una scia di sangue indica come l’aggressione sia iniziata nel camper; e poi Amiry ormai agonizzante si sia trascinato fuori, in strada, dove poi è morto”. La polizia ha subito pattugliato la zona e trovato l’assassino, anche lui pieno di sangue. Poi è arrivata la confessione di quelle  30 coltellate che hanno ucciso l’ex amico.  «Eravamo andati insieme ad un distributore notturno – ha raccontato l’assassino  – dove avevamo preso del tabacco. Ho pagato io. Una volta ritornati al camper ho chiesto i soldi delle sigarette al mio compagno che ha preso un bastone a quel punto ho preso il coltello ed ho colpito alla cieca». Una morte assurda, un degrado che lascia senza parole. Il cittadino afghano è in arresto  per omicidio volontario.

Il degrado della zona, potenzialmente molto pericolosa era stato più volte segnalato. Il camper dove i due afghani vivevano sban dati e senza lavoro non era il solo: ce ne sono altri due dove dormono altri sbandati. Gli esposti del comitato di quartiere non sono bastati per trovare una soluzione alla situazione degli stranieri che vivono  nelle roulotte.

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