L’ex-vicepresidente afghano: Isis e Talebani sono legati. Il ruolo della Turchia

venerdì 27 Agosto 17:04 - di Roberto Frulli
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“Ogni prova a nostra disposizione dimostra che le cellule dell’Isis-K sono radicate nei Talebani e nella rete Haqqani. In modo particolare quelle che operano a Kabul“, rivela Amrullah Saleh, il vice Presidente dell’Afghanistan ora nella Valle del Panjshir insieme a Ahmad Massoud che, dopo la fuga del presidente afghano Ghani, rivendica il suo ruolo come presidente facente funzione.

“I Talebani che negano legami con l’Isis sono come il Pakistan che nega di avere rapporti con la shura di Quetta (il Consiglio dei Talebani, ndr). I Talebani hanno imparato molto bene dal maestro”, ha aggiunto Saleh in un tweet.

“Condanniamo la catastrofe, l’attacco terroristico sferrato ieri a Kabul“, ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aggiungendo che la strage “dimostra quando Daesh (Isis) sia pericoloso” per la regione e il mondo.

L’attentato è stato rivendicato dal ramo locale dell’Isis, lo Stato islamico nel Khorasan , il cosiddetto Iris-K.

“I Talebani ci hanno proposto la gestione dell’aeroporto di Kabul“, rivela Recep Tayyip Erdogan in una dichiarazione riportate dall’agenzia Anadolu rafforzando l’idea che la Turchia, assieme a Russia e Cina avrà un ruolo di primo piano nell’area, soprattutto ora che la coalizione occidentale sta smobilitando in tutta fretta.

“Non abbiamo ancora deciso”, ha aggiunto il presidente turco dopo le notizie di ieri sull’ipotesi di fornire, con esperti civili, “supporto tecnico” ai Talebani per la gestione dell’aeroporto Hamid Karzai.

“I Talebani hanno fatto una richiesta riguardo il funzionamento dell’aeroporto di Kabul – ha detto Erdogan citato anche dal giornale Hurriyet. – Hanno detto, ‘noi garantiremo la sicurezza e voi la gestione‘. Ma non abbiamo ancora preso una decisione”.

Erdogan ha, quindi, fatto riferimento al quadro della sicurezza e ai rischi all’indomani della strage di Kabul. Che, secondo al-Jazeera, ha fatto almeno 110 morti.

Intanto, ha aggiunto Erdogan secondo quanto riporta Daily Sabah, “prosegue l’evacuazione del personale militare turco dispiegato in Afghanistan“. “Completeremo le operazioni al più presto”, ha detto.

“Si è tenuto nella nostra ambasciata a Kabul un incontro con i Talebani che è andato avanti per tre ore e mezza. Se necessario potrebbero esserci nuovi colloqui – ha spiegato Erdogan – Non chiediamo il permesso a nessuno per condurre colloqui”, ha ribadito, citato anche dalla Anadolu, dicendo che “i Talebani ci hanno proposto la gestione dell’aeroporto di Kabul” e che non c’è ancora una decisione.

I Talebani stanno facendo affluire nella zona dell’aeroporto migliaia di persone per garantire la sicurezza.

Stamattina gli afghani sono tornati in aeroporto anche se evitano l’Abbey Gate dove ieri c’è stato l’attentato, e si ammassano negli altri Gate sperando di partire. Ma la realtà, purtroppo, non lascia speranza.

Il ministro della Difesa Ben Wallace ha rivelato che fino a 1.100 cittadini afghani che potrebbero avere i requisiti per l’evacuazione da Kabul verranno lasciati in Afghanistan, perché non ci sono più le condizioni di sicurezza per operare, mentre la missione militare sta volgendo al termine e dopo che stamattina il centro di smistamento allestito al Baron Hotel, nei pressi dell’aeroporto, è stato chiuso.

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