L’ex-vicepresidente afghano Amrullah Saleh: pronti ai negoziati ma anche alla resistenza

24 Ago 2021 12:40 - di Silvio Leoni

Pronti a negoziati sensati ma anche alla resistenza: è il messaggio che Amrullah Saleh, ex-vicepresidente dell’Afghanistan, nella foto, ora autoproclamatosi presidente a interim, manda ai Talebani e alla comunità internazionale tratteggiando il perimetro di quello che potrebbe essere il futuro del Paese travolto dal caos.

“Non vogliamo che l’Afghanistan diventi un Talebanistan, non accadrà, è quello che vogliono i Talebani“, dice in un’intervista a India Today Tv Amrullah Saleh, il vice presidente della Kabul che si è arresa ai Talebani e che afferma di essere “presidente ad interim” del Paese dopo la fuga di Ashraf Ghani.

“Preferiamo i negoziati, ma devono essere sensati – ha aggiunto. – Rifiutiamo l’emirato dei Talebani, la dittatura, la presa del potere con la forza“.

“Non siamo alla ricerca di incarichi, favori personali, ma vogliamo che gli afghani abbiano una possibilità di decidere le caratteristiche dello stato – ha aggiunto. – Vogliamo restino le identità di tutti i gruppi etnici. I negoziati devono essere molto sensati, non sullo stile di Doha per legittimare l’oppressione dei Talebani“.

“I Talebani rivendicano di aver conquistato una parte del Panshir, è assolutamente falso, ne abbiamo il controllo, il morale è alto“, aggiunge Amrullah Saleh.

“Siamo stati in grado di costruire un consenso tra la comunità. Non sono disposti a vendere l’anima della resistenza“, ha aggiunto parlando del Panshir, che sarebbe l‘ultima sacca della resistenza ai Talebani.

“Siamo pronti a negoziati”, ha ribadito parlando di colloqui in corso, ma anche “alla resistenza se le trattative falliranno“.

“Negoziare – ha incalzato – non significa una resa mascherata

“Se i Talebani opteranno per gli scontri – avverte Amrullah Saleh – siamo pronti a tutto”.

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