Letta difende la Lamorgese con le unghie e con i denti. E gongola per il flirt “infinito” con i grillini

25 Ago 2021 9:20 - di Franco Bianchini
Letta Lamorgese

Enrico Letta difende a spada tratta la Lamorgese. Non si tocca. Anzi, guai a chi la tocca. Secondo lui sta agendo nel migliore dei modi. Questa linea, portata anche al meeting di Rimini, provoca una serie infinita di attacchi sul web. Sui profili facebook e su Instagram un fiume di polemiche. Ma lui insiste: «Le critiche nei confronti della ministra dell’Interno, sia da partiti di opposizione sia da alcuni partiti di governo, sono pretestuose.Sono legate all’instaurazione di un clima di sfiducia sul tema migranti, a scopo elettorale. Noi difenderemo la Lamorgese». Il ritornello è sempre lo stesso, quello che i buonisti ripetono tutte le volte e in tutte le sedi. Cioè, che si vuole iniettare paura nei confronti degli immigrati. Non una parola, però, sui controlli che è l’elemento cruciale. In particolar modo adesso, in tempo di Covid.

Letta, dalla Lamorgese allo Ius Soli

Ma la strategia del Pd è fin troppo chiara: arrivare allo Ius Soli. Per questo, porte aperte a chiunque, silenzio sugli sbarchi a raffica. Rispetto alla posizione espressa dalla Lega riguardo alla Lamorgese, Letta osserva: «È evidente che come Pd siamo alternativi alla Lega. Ma faremo del nostro meglio per vivere questa alleanza di governo nel massimo rispetto degli alleati. Ma anche dei nostri valori. Il Pd vuole che il Governo Draghi duri fino ad aprile 2023, ossia fino al termine naturale della legislatura. E noi daremo il massimo».

Il rapporto “privilegiato” con i Cinquestelle

Il rapporto Pd-M5S? «Conte è un nostro alleato, con cui facciamo cose importanti, sia in Parlamento a sostegno del governo, che nel Paese. Sono convinto che questo rapporto di alleanza continuerà», assicura Letta. Che aggiunge: «Io mi sono candidato a Siena e Arezzo. L’ho fatto senza paracadute: se perdo, vado a casa. Questo è fondamentale. Se perdi non sei ripescato con il paracadute».

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