Laila morta come Luana, incastrata nel macchinario. La rabbia della Meloni: “Inaccettabile”

martedì 3 Agosto 18:38 - di Luisa Perri
Luana, Laila

Si chiamava Laila El Harim, aveva 41 anni e una figlio di 4,  l’operaia morta oggi a Modena, incastrata orribilmente in un macchinario. La stessa atroce sorte di Luana D’Orazio, la giovane toscana morta il 3 maggio scorso a Prato, in circostanze analoghe.

L’infortunio è avvenuto in un’azienda che produce cartoni per alimenti. La donna stava lavorando a una macchina fustellatrice. Sono in corso i rilievi dei carabinieri di Medicina del lavoro e gli accertamenti della Asl. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Camposanto e della compagnia di Carpi. Laila risiedeva ormai da molti anni a Bastiglia e aveva iniziato da due mesi il nuovo lavoro presso l’azienda di Camposanto. Era entusiasta del nuovo lavoro. Secondo il Resto del Carlino aveva appena iniziato il turno al macchinario.

Meloni: “Il tema della sicurezza sul lavoro non va rinviato”

La morte di Laila ha colpito profondamente Giorgia Meloni, che poche ore dopo la notizia ha postato sui Social tutta la sua rabbia.  «Ennesima inaccettabile e tragica morte sul lavoro, con dinamiche che sembrerebbero molto simili a quelle che hanno portato alla morte della povera Luana D’Orazio. Ci stringiamo al dolore della famiglia – scrive ancora la leader di FdI – per questo dramma inconcepibile su cui speriamo venga fatta chiarezza il prima possibile. Il tema della sicurezza sul lavoro non può essere rinviato. Basta morti sul lavoro».

Laila, una mamma stimata da tutti

Laila era una lavoratrice apprezzata e stimata da tutti, come si evince da alcuni post sui Social di una collega, che pochi giorni fa le aveva manifestato pubblicamente tutto il suo affetto. Si intuisce da tutte le testimonianze che era venuta in Italia 20 anni fa dal Marocco, a guadagnarsi da vivere, con enormi sacrifici e aveva saputo conquistare nel tempo la stima e l’affetto di tutti. Qui aveva trovato un compagno italiano con il quale viveva.

Ha scritto, a caldo, una collega di Laila, postando una foto delle operaie in fabbrica. «Non riesco ancora ha credere che tu non ci sia più…non ho ancora asciugato le lacrime del mio lutto e ora piango ancora .tu in questa foto con il pollice in su in segno di ok ….per dirci ancora una volta che dai problemi si esce. Tu che ora sei in un mondo migliore come ci dicono sempre…veglia su noi e salutami chi sai». 

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