L’aeroporto di Kabul sotto pressione, 3 morti. Il Pentagono: la situazione cambia di ora in ora

sabato 21 Agosto 18:41 - di Paolo Lami

Cambia di ora in ora la situazione all’aeroporto di Kabul la cui area circostante è sottoposta ad una fortissima pressione in un contesto drammatico con migliaia di persone che stanno cercando di entrarvi nella speranza di poter imbarcarsi su uno dei voli del ponte aereo messo in piedi in tutta fretta dalla Comunità internazionale presa in contropiede dal caos in cui è precipitato il Paese e dalla velocissima avanzata dei Talebani di fronte ai quali le forze di sicurezza afghane addestrate e armate dagli Usa si sono liquefatte, frustrate dal disimpegno statunitense, vissuto come una sorta di tradimento.

La situazione della sicurezza all’aeroporto di Kabul ed all’esterno “è molto fluida e dinamica, cambia di ora in ora”, ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby, in un briefing con i giornalisti al Dipartimento della Difesa.

Di fatto migliaia di afghani disperati ‘assediano’ gli ingressi dell’aeroporto di Kabul, porta d’uscita dal Paese da sei giorni in mano ai talebani.

L’inviato di Sky News ha parlato di almeno tre morti nella calca che assedia l’aeroporto di Kabul dove si assiste ad “un pandemonio assoluto“.

Il reporter ha detto di aver visto tre corpi nel mezzo della folla che continua ad accalcarsi fuori dall’aeroporto di Kabul.

Testimoni raccontano alla Dpa di colpi d’arma da fuoco sparati quasi continuamente, probabilmente in un tentativo, di disperdere la folla, mentre l’ambasciata americana avverte i propri connazionali, a causa di “potenziali minacce alla sicurezza, di non recarsi all’aeroporto“.

Stesso avvertimento dall’Autorità dell’aviazione civile afghana, che in una nota pubblicata su Facebook ha chiarito: “Non ci sono voli civili e commerciali all’aeroporto Hamid Karzai International.

“A causa di potenziali minacce alla sicurezza a ridosso degli ingressi dell’aeroporto di Kabul, consigliamo ai cittadini americani di evitare in questo momento di recarsi all’aeroporto e alle uscite dell’aeroporto a meno di non aver ricevuto istruzioni personali da rappresentanti del governo americano“, si legge su una allerta diffusa dall’ambasciata americana a Kabul.

I cittadini americani che non abbiano ancora completato le richieste formali per l’assistenza al loro rimpatrio vengono sollecitati a “farlo il prima possibile“.

L’ambasciata chiede quindi agli americani che ancora si trovano in Afghanistan di “prestare attenzione a ciò che li circonda in ogni momento, in modo particolare quando si trovano in mezzo alla folla“.

Il volo charter Swiss per Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, previsto per oggi e destinato a rimpatriare cittadini svizzeri evacuati dall’Afghanistan, è stato rinviato proprio, ha spiegato il ministero degli Esteri svizzero, per il peggioramento delle condizioni di sicurezza all’aeroporto di Kabul nelle ultime ore.

“L’accesso allo scalo di Kabul è ostacolato da un gran numero di persone davanti all’aeroporto e talvolta anche da violenti scontri”, spiegano dal ministero elvetico.

Da quando i Talebani hanno preso il controllo della capitale e del Paese domenica scorsa, migliaia di persone sono state evacuate dall’Afghanistan attraverso l’aeroporto di Kabul, che resta l’unica parte della capitale controllata dalle truppe internazionali.

Sull’aeroporto di Kabul sventola la bandiera americana e lo scalo rimane sicuro, ha affermato il vice direttore delle operazioni regionali del Pentagono, William Taylor, in un briefing con i giornalisti al dipartimento della Difesa in cui si è detto fiducioso che gli americani “hanno fatto i passi giusti per riprendere le operazioni all’aeroporto in sicurezza e in modo ordinato”.

Fino a ora, dall’inizio dell’operazione, gli americani hanno evacuato 17mila persone, 22mila dalla fine di luglio, ha aggiunto.

Il portavoce del dipartimento della difesa John Kirby ha precisato che “nell’insieme agli americani viene concesso (dai Talebani, ndr) il passaggio sicuro all’aeroporto“.

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