La Onlus Pangea: i Talebani frustano e picchiano donne e bambini, la gente è disperata

mercoledì 25 Agosto 13:44 - di Paolo Lami
talebani

Una P disegnata sulla mano è il lasciapassare verso la libertà e una vera nuova vita per alcune donne che riescono così ad essere ritrovate dai carabinieri italiani nella calca infernale che attanaglia tutto il perimetro dell’aeroporto di Kabul in un Paese terrorizzato dal futuro prospettato dai Talebani.

Un girone dantesco dove i Talebani, nonostante le rassicurazioni alla comunità internazionale, starebbero, invece, esercitando la propria spietatezza senza riguardo per alcuni, neanche  per le donne e per i bambini.

Le attiviste di Pangea, la onlus milanese attiva in Afghanistan, sono state messe in sicurezza all’aeroporto di Kabul ma restano bloccate in aeroporto, in attesa di essere imbarcate.

E raccontano cosa sta accadendo, in queste ore, fra i disperati accampati fuori dallo scalo dove la tensione resta altissima.

“La situazione è tragica – spiega all’Adnkronos Silvia Redigolo, attivista della Fondazione Pangea Onlus – ci sono ancora i talebani che picchiano e sparano, abbiamo notizie di bambini traumatizzati, soli, che hanno perso i genitori e di neonati fuori dal gate in fila da ore. La gente ci ha raccontato che hanno picchiato un bambino e che non muoveva più le gambe, è davvero difficile”.

Quello per lasciare il Paese “non è un volo che si prende facilmente – fa notare Redigolo .- E’ un problema entrare in aeroporto, fuori ci sono 10mila persone che spingono, c’è la calca. Ci sono i talebani che frustano e picchiano, diverse donne sono state picchiate e sono in coda da ore per superare la folla. La gente è disperata e spaventata”.

Le attiviste di Pangea e le loro famiglie, nei giorni scorsi, per farsi riconoscere dai carabinieri italiani che le hanno accompagnate verso l’imbarco, si sono disegnate una P sulla mano.

“I militari italiani stanno facendo un lavoro eccezionale – sottolinea Redigolo. – Le donne avevano bisogno di qualcosa che potesse identificarle per velocizzare l’ingresso in aeroporto, e la P di Pangea è diventata un lasciapassare per una nuova vita“.

Le ultime attiviste dovrebbero rientrare nelle prossime ore. “Speriamo le imbarchino tra oggi e domani” si augura Redigolo.

Sono ancora migliaia le persone accalcate intorno all’aeroporto di Kabul nella speranza di riuscire a imbarcarsi su uno dei voli che stanno portando fuori dal Paese cittadini stranieri, afghani vulnerabili ed ex-collaboratori delle missioni internazionali.

Uno dei video diffusi sui social si vedono centinaia di afghani in attesa in un fossato fuori dall’aeroporto, alcuni in piedi con l’acqua fino alla vita.

In un altro video si vede un uomo arrampicarsi sul muro del fossato ma venire respinto da due soldati.

Una settimana e mezzo dopo la conquista di Kabul da parte dei Talebani, la finestra di opportunità per lasciare l’Afghanistan si sta chiudendo rapidamente.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha confermato i piani per il ritiro delle truppe statunitensi entro il 31 agosto malgrado le richieste degli alleati europei di concedere più tempo per le evacuazioni.

Fonti diplomatiche hanno lasciato intendere nei giorni scorsi che una volta cessati i voli di evacuazione, coloro che devono ancora lasciare il Paese potrebbero farlo via terra e poi volare in Europa da uno dei paesi confinanti.

Entrambi i valichi di frontiera per il Pakistan sono attualmente aperti, ma gli afgani hanno bisogno di visti per entrare. E, dunque, al momento, questa non sembra essere una concreta possibilità per sfuggire ai Talebani.

La Germania, avrebbe riferito la cancelliera Angela Merkel parlando con i membri del suo gruppo parlamentare, secondo quanto riferiscono fonti citate dai media tedeschi, continuerà ad evacuare persone dall’Afghanistan fino a quando vi saranno le condizioni di sicurezza per farlo, anche se questo sarà possibile solo con la presenza degli Stati Uniti.

“Non ci sarà un percorso particolare per la Germania. Tutte le mosse sono state attentamente concordate con i nostri partner”, avrebbe affermato la cancelliera.

Secondo quanto riferisce la Bild citando fonti della sicurezza, la Bundeswehr , le Forze armate tedesche, terminerà la sua missione di evacuazione da Kabul nel fine settimana.

L’emittente Ard riferisce, invece, che la missione potrebbe terminare già oggi.

Finora, i militari tedeschi hanno evacuato 4.500 persone fuori dall’Afghanistan, secondo quanto riferito in un tweet dal ministro degli Esteri, Heiko Maas.
E tra questi, 3.700 persone sono cittadini afghani, di cui la metà donne e ragazze.

Proprio ieri, Maas aveva ammesso che non ci sarà tempo sufficiente per evacuare tutti i lavoratori locali che hanno collaborato con la missione tedesca.

Commenti

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  • Banchero 26 Agosto 2021

    Mandiamoci Conte&Co.insieme al PD e agli altri sinistrorsi a parlare coi Talebani!

  • Silvia Toresi 26 Agosto 2021

    Ma come si poteva pensare che gente del genere rispettasse qualcuno!!!!!!!!!

  • giovanni 26 Agosto 2021

    una figura di merda dell’America inoltre hanno lasciato tutte le armi che finiscono in mano ai talebani, il paese piu’ potente al mondo si e reso ridicolo.

    non ci sono parole per dire la stupidita del presidente Americano !!