Il piano di Figliuolo: dal 16 agosto vaccino senza prenotazione per 12-18enni. I genitori: non sono cavie

mercoledì 11 Agosto 16:44 - di Prisca Righetti
Figliuolo vaccino 12-18 anni

Il piano di Figliolo per la campagna di immunizzazione riparte dal vaccino per la fascia 12-18 anni: dal 16 agosto via alla somministrazione senza prenotazione per i minori. Ma il Comitato genitori non è d’accordo e replica: «Non sono topi da laboratorio».

Il piano di Figliuolo per il vaccino della fascia 12-18 anni

Il commissario Figliuolo riparte alla carica con un piano vaccinale aggiornato per i giovani che rientrano nella fascia d’età 12-18 anni. E scrive alle Regioni: «Dare ulteriore impulso alla vaccinazione per scuola e sport in sicurezza». Un principio base in virtù del quale ha disposto per i più giovani, a partire dal 16 agosto, la possibilità di ricorrere all’immunizzazione senza prenotazione. Il Comitato dei genitori però non è d’accordo. E prontamente replica secco: «Non sono topo da laboratorio»…

Figliuolo, vaccino 12-18 anni: una corsia preferenziale per i giovani

Dunque, vaccino Covid e corsie preferenziali per i più giovani: questo il piano del generale Figliuolo. Che, come già annunciato nei giorni scorsi, ha predisposto che a partire dalla seconda metà di agosto la fascia 12-18 anni potrà vaccinarsi anche senza prenotazione. Un provvedimento che il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, ha messo nero su bianco nella lettera inviata alle Regioni e alle Province Autonome.

Dal 16 agosto vaccino senza prenotazione per 12-18 anni

Sottolineando: «Per dare ulteriore impulso alla vaccinazione dei più giovani, ovvero della popolazione nella fascia di età 12-18 anni, in previsione della riapertura delle scuole e anche dell’avvio della prossima stagione sportiva», dal prossimo 16 agosto si predispongano corsie preferenziali per «l’ammissione alle somministrazioni dei vaccini anti-Covid dei giovani anche senza preventiva prenotazione».

Figliuolo scrive alle Regioni e motiva il provvedimento

Non solo. Nella lettera il commissario sottolinea che questa indicazione, «considerata anche l’esigenza rappresentata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport, avrà risvolti positivi anche per incentivare la ripresa in sicurezza sia delle attività sportive sia di quelle finalizzate a garantire un maggior benessere psicofisico per i più giovani».

Figliuolo e vaccino per 12-18 anni: la replica del Comitato dei genitori

Immediata, e non poteva essere altrimenti, arriva la replica del Comitato genitori. Che, annunciata e argomentata all’Adnkronos da Daria Cascarano, promotrice e presidente del Comitato art. 34-genitori per la scuola, afferma senza se e senza ma: «I minori non sono topolini da laboratorio da prendere per la coda o allettare con lo zuccherino per subire il delirio di onnipotenza di un’umanità che si vuole sostituire a Dio. E che crede di poter sconfiggere la morte usando qualsiasi mezzo, etico o no. Se la volontà è quella di persuadere per aumentare il numero dei vaccinati, il dottor Locatelli e il generale Figliuolo stanno remando contro il governo».

«I minori non sono topolini da laboratorio»

E ancora: «Con la consapevolezza che l’umanità ha deciso di diventare cavia non retribuita per i grandi colossi del farmaco, ma con la chiara coscienza che la sperimentazione finirà ufficialmente nel 2023. E che i soggetti a rischio vita appartengono alla fascia over 70. Perché il dottor Locatelli ci affanna e tedia parlando di vaccinazione agli under 12?».

La replica del Comitato genitori a Figliuolo nel dettaglio

«Con questa superficialità – continua Cascarano – hanno portato anche chi si è vaccinato ad essere scettico e a non voler donare alla scienza la salute del proprio figlio/a. Per portare un genitore a rischiare la vita del proprio bambino ci vuole una vera informazione e valutazione reale del rapporto costi benefici. Sembra quasi che lo Stato sia diventato un agente di commercio delle case farmaceutiche. Non solo abbiamo contribuito finanziariamente alla ricerca. Abbiamo lautamente pagato il vaccino fornendo loro ricavi. Stiamo partecipando senza compenso alla loro sperimentazione, perché il brevetto non è libero».

I tanti interrogativi in attesa di una risposta…

«Adesso gli regaliamo pure la nostra progenie ed il loro futuro senza battere ciglio? Domani mio figlio minorenne se dovesse subire conseguenze da vaccino potrebbe farmi causa per non aver tutelato la sua salute? Non potremmo almeno chiedere a questi signori di assicurare i minorenni che si stanno donando alla scienza? E perché lo Stato sembra tutelate di più Big Pharma che i suoi cittadini?». Interrogativi inquietanti, al momento ancora senza risposta...

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