“Ho ucciso moglie e figlia, ora mi ammazzo”. Tragedia a Milano, tre morti in una famiglia di Carpiano

domenica 22 Agosto 18:51 - di Marta Lima

Ha chiamato il 118 dicendo di aver ucciso la moglie e la figlia minorenne e annunciando di stare per togliersi la vita. È successo nel primo pomeriggio di oggi a Carpiano, in provincia di Milano. Allertati dal 118, i carabinieri della compagnia di San Donato Milanese si sono precipitati sul posto, nella frazione Francolino, ma l’uomo, S. S. di 70 anni, era già morto. Oltre al suo cadavere i militari hanno trovato quello di una donna di 41 anni e di una ragazza di 15 anni, oltre a un revolver. Sul posto sono giunti i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e della Compagnia di San Donato Milanese e il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Lodi, competente per le indagini. L’uomo, pensionato ed ex elettricista, si chiamava Salvatore S.: ha lasciato un biglietto in cui parlerebbe dei dissidi con la moglie, una donna di origini filippine che da anni era in Italia e lavorava a Carpiano. Nello stesso biglietto ha scritto di voler uccidere anche la figlia per non lasciarla sola.

A Carpiano una comunità sconvolta

“È un’immane tragedia, che ha colpito un nucleo familiare di nostri concittadini e la comunità”. Così all’Adnkronos il sindaco di Carpiano, Paolo Branca, commenta quanto avvenuto questo pomeriggio nella frazione Francolino del Comune del Milanese, dove un uomo di 70 anni ha ucciso la moglie e la figlia 15enne, prima di togliersi la vita. “Ci sono le indagini in corso, per escludere qualsiasi altra situazione diversa da quella che appare invece essere una tragedia svolta all’interno di un nucleo familiare”, precisa il primo cittadino, che non conosceva la famiglia. “Era una situazione che non conoscevamo, perché non ci sono stati particolari contatti con il Comune, nel senso che non c’è stato alcun tipo di situazione che possa esserci invece per altri soggetti un po’ più sotto l’occhio dei servizi sociali”, spiega Branca, che domani si confronterà con la responsabile dei servizi sociali dell’amministrazione per “fare il punto e riuscire a comprendere meglio se ci siano state delle difficoltà”.

 

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