“Fonderanno il Lettamaio”: Feltri al vetriolo su Letta e Di Maio. Il tweet impietoso

venerdì 13 Agosto 16:23 - di Federica Argento
Letta Di Maio

“Lettamaio”. Letta più Maio. Il neologismo creato da Vittorio Feltri per indicare l’intesa tra il segretario del Pd e il ministro degli esteri grillino è tutto un programma. Cos’hanno in comune Enrico Letta Luigi Di Maio? Apparentemente poco o nulla, ma il direttore Vittorio Feltri non ha perso occasione per stigmatizzare l’intesa tra Pd e M5s dandole una definizione “omnicomprensiva” in un tweet: “Se la intendono e fonderanno presto un grande partito denominato Lettamaio”.

Feltri: Ecco il nuovo partito di Letta e Di Maio, il  “Lettamaio”

Dietro la battuta c’è un sottotesto politico. Perché il direttore di Libero per parlare del M5S cita Di Maio,  come se fosse lui il leader del M5s? Quando in realtà è Giuseppe Conte  il capo appena “eletto”, se si può usare questo termine;  nominato tale dopo un lunga farsa con Beppe Grillo finita a tarallucci e vino. Il quale, tra l’altro, non sembra comunque particolarmente intenzionato a supportare l’ex presidente del Consiglio. Anzi, più che supportarlo, lo sopporta. Secondo gli ultimi retroscena provenienti dal variegato mondo pentastellato, pare che Conte ci si rimasto molto male per il  fatto che il fondatore non si sia  parola per congratulato con lui per la scontatissima nomina a presidente.

“Lettamaio”: perché Di Maio e non Conte?

Letta e Di Maio se la intendono, scrive Feltri. Insomma c’è più Di Maio che Conte nei giochi politici che contano, secondo l’occhio lungo di Feltri. Grillo era rimasto in silenzio anche dopo l’approvazione del nuovo Statuto, segno che ha ricomposto la frattura per opportunismo politico e non certo per la stima per  Conte. Per questo sullo sfondo si staglia la figura di Luigi Di Maio, che ha ormai definito un profilo “governista”,  un moderato doc, che mal si concilia con le manovre anti-Draghi che Conte sta preparando. Ormai i pentastellati si sono scissi in governisti e rivoluzionari . E i primi che hanno in Di Maio (e in Grillo) il loro “faro” devono e dovranno sorbirsi Letta e i “lettiani”. Insomma, è tutto un “lettamaio”, scrive Feltri su twitter, cero non brindando a questa alleanza, che, se toglie un “t”, rivela il sapore acre di un caos politico indigesto. Tra manovre e contromanovre, giochi delle parti e dissidi interni ai rispettivi partiti.

 

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