Carceri, detenuto si innamora della poliziotta penitenziaria: biglietti e proposte indecenti

domenica 22 Agosto 11:05 - di Giorgio Sigona
poliziotta penitenziaria

Un detenuto si innamora di una poliziotta penitenziaria e scatena il caos. La vicenda ha situazioni paradossali. Lui, ventitreenne, è impegnato nella biblioteca del carcere come scrivano. Il suo lavoro è quello di mettere nero su bianco le istanze dei detenuti analfabeti.  Avrebbe approfittato però della sua mansione per scrivere un biglietto con un cuore alla poliziotta penitenziaria. La donna è in servizio nel carcere dove l’autore delle presunte avances è recluso e lavora. Potrebbe essere una favola romantica dietro le sbarre, quella riferita dall’Adnkronos. Peccato per la mossa successiva del  detenuto. Il giovane ha un trascorso carcerario descritto dai sindacalisti del Sappe come «turbolento». E deve scontare una lunga pena. Siccome la poliziotta non ha risposto, è  passato all’azione. Ha chiesto a un altro poliziotto penitenziario di  intercedere allo scopo di avere un rapporto sessuale con lei o comunque con altre colleghe, «Va bene anche un’infermiera, avrebbe detto.

La poliziotta penitenziaria non lavora tranquilla

«Ad oggi il detenuto svolge in maniera regolare la sua mansione lavorativa in orari pomeridiani. Tra l’altro lo fa proprio quando il contingente di Polizia Penitenziaria in servizio è sempre risicato, soprattutto con il piano ferie in vigore. Quindi è libero di spostarsi senza alcun controllo all’interno di tutti i reparti detentivi comuni». Lo precisa all’Adnkronos Saverio Brienza, segretario regionale Basilicata per il Sappe. La collega presta invece servizio nel reparto colloqui, con turni anche pomeridiani. L’amministrazione, sorda e cieca davanti a quanto accaduto, non ha fatto alcunché per tutelare la poliziotta penitenziaria. Lei è turbata e spaventata anche alla luce del curriculum criminale del suo “spasimante”. Anzi ha limitato l’attività lavorativa della ragazza, restringendola ai soli orari antimeridiani». Perciò ha lasciato immutato il servizio del detenuto, che continua come nulla fosse a eseguire le sue mansioni».

Il Sappe: queste persone vivono di impunità

«Sono 35 anni che lavoro come poliziotto penitenziario», continua Brienza. «Ai miei tempi al detenuto sarebbe stato in primo luogo impedito il proseguimento della sua attività. E l’avrebbero trasferito immediatamente in un altro istituto penitenziario. Oggi queste persone vivono di impunità,. Sono affranto, arrabbiato per l’inefficienza mostrata dal provveditorato regionale». Intanto, nei giorni successivi arriva un documento firmato dal direttore del carcere di Matera in cui si richiedono ai sindacati informazioni in merito alle presunte avances da parte del detenuto alla poliziotta penitenziaria: «Sono state adottate misure idonee a tutela del personale femminile».

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