Biden è alle corde e Trump lo umilia: «Disastro senza precedenti, con me l’America era rispettata»

lunedì 23 Agosto 8:55 - di Emanuele Valci
Biden trump

Fiducia nei Talebani? «Non mi fido di nessuno”». Joe Biden convoca una nuova conferenza stampa, sotto la pressione di Trump che lo colpisce. Il presidente Usa tenta di rimettersi in piedi. È alle corde, ha sbagliato tutto, perde consensi a raffica. Rischia di perdere definitivamente la faccia. Dice che ha il cuore spezzato. La situazione in Afghanistan è catastrofica e lui tentenna. «I Talebani», «stanno cercando legittimità. Cercano di capire se verranno riconosciuti da altri Paesi. Finora non hanno intrapreso azioni contro le truppe americane. Vedremo se quello che dicono si trasformerà in realtà». Sanzioni al regime? «Dipende dal loro comportamento».

Biden barcolla, Trump aumenta nei consensi

Trump invece continua a parlare a migliaia di persone. Il suo comizio in Alabama è affollatissimo. Non arriva a chiedere l’impeachment di Biden come hanno fatto alcuni repubblicani. Ma sferra bordate pubbliche contro la Casa Bianca. L’esplosione del caso Afghanistan è inaccettabile. «Altro che Vietnam! Questa è un’enorme macchia per la reputazione e la storia americana. Siamo di fronte a un disastro senza precedenti. La più grande umiliazione della nostra storia. L’Europa e la Nato non credono più in noi». Poi aggiunge: «Con me l’America era rispettata e nulla di tutto questo sarebbe successo. Invece ora la bandiera talebana sventola sull’ambasciata americana». I talebani, conclude, sono grandi negoziatori e combattenti tenaci».

Il presidente tenta di difendersi

Dal canto suo, Biden cerca disperatamente di difendersi. Sottolinea che l’alternativa alla fine della guerra era inviare ancora più soldati in Afghanistan. «Alla fine dei conti, se non avessimo lasciato l’Afghanistan ora, quando l’avremmo lasciato? Tra un anno? Tra dieci? Non voglio inviare i vostri figli a combattere». E il ritiro è stata la «decisione logica». Il presidente spiega che finora sono state evacuate «circa 11mila persone, con aerei civili e militari». L’impegno è quello di portar via dall’Afghanistan i cittadini americani «il prima possibile. Ogni americano che vuole tornare a casa, tornerà a casa».

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