Afghanistan, l’ipocrisia pelosa dei Social che bannano Trump ma non i Talebani

martedì 17 Agosto 17:27 - di Roberto Frulli

Da mesi Mark Zuckerberg, l’ipocrita Ceo di Facebook, viene messo all’indice sui Social per aver bannato Donald Trump secondo una concezione “creativa” e molto personalistica del politically correct.

Una mossa scorretta a cui hanno fatto seguito quelle degli altri Social network schierati contro Trump.

In queste ore la società di Menlo Park è costretta ad uscire allo scoperto per pararsi dalle accuse di dare, invece, spazio ai sanguinari Talebani afghani.

Di fronte alle critiche incalzanti, Zuckerberg cerca di metterci una pezza a colori con un curioso giro di parole per sostenere che  Facebook non concede spazio ai Talebani il cui portavoce Zabihullah Mujihaid, è, invece, tuttora presente su Twitter.

“I Talebani sono riconosciuti come un’organizzazione terroristica dalla legge americana e noi li abbiamo messi al bando dal nostro servizio” recita la dichiarazione di Facebook.

Il Social network si ostina a ribadire che sulla sua piattaforma – come su WhatsApp e Instagram – è messo al bando qualsiasi contenuto che esalta, sostiene o rappresenta i Talebani, anche ora che hanno ripreso il controllo dell’Afghanistan.

Come detto, invece, in queste ore il profilo di Zabihullahl, portavoce dei Talebani, è tuttora presente su Twitter.

“A prescindere da chi controlla il potere, noi adotteremo misure appropriate contro chi viola queste regole”, assicurano da Facebook sostenendo di aver affidato a un “team di esperti di Afghanistan, di lingua madre Dari e Pashtun, e che conoscono i contenuti locali” il compito di controllare l’applicazione del divieto.

In realtà, i Talebani non sono stati riconosciuti ufficialmente come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti, ma il gruppo è stato inserito dal dipartimento del Tesoro nella lista dei “Specially Designated Global Terrorists“.

Cio però non impedisce a Zabihullah di essere tuttora presente su Twitter.

 

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