Afghanistan, è allarme per le “tecniche”, le jeep che sparano razzi. Il dramma dei bimbi soli

lunedì 30 Agosto 13:20 - di Paolo Lami
kabul

Sarebbe partito da un veicolo civile, utilizzato  come piattaforma improvvisata nel quartiere Khair Khana di Kabul, l’attacco con 5 razzi intercettato dal sistema di difesa C-Ram e lanciati contro l’aeroporto internazionale ‘Hamid Karzai’ di Kabul.

Un funzionario americano ha precisato alla Cnn, che, al momento, non risultano vittime. E, sempre secondo il funzionario, è probabile che i 5 razzi siano stati lanciati da Isis-K, l’organizzazione terroristica della Provincia del Khorasan che ha rivendicato l’attacco di giovedì scorso nella capitale afghana.

Un video ottenuto dalla Cnn mostra il mezzo in fiamme dopo il lancio di razzi.

Il telaio dell’auto, i cui resti inceneriti sono ricoperti di detriti, sembra essere stato modificato montando sei tubi di lancio.

Zia ud Din, un venditore ambulante che abita vicino al punto in cui era stata parcheggiata l’auto, ha dichiarato di aver udito il rumore dei razzi lanciati.

“Eravamo tutti dentro casa quando abbiamo sentito forti colpi, siamo corsi in giardino, tutto ha preso fuoco“, ha detto.

Altri testimoni oculari hanno detto che uno dei razzi ha colpito un edificio vicino.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno comunicato che indagheranno sulle notizie di vittime civili in seguito al raid di ieri con drone contro un bersaglio identificato come un’autobomba dell’Isis-K diretta verso l’aeroporto di Kabul.

Secondo l’emittente afghana Tolo news, nell’attacco sono morti almeno dieci civili, fra cui alcuni bambini.

“Siamo consapevoli di notizie di vittime civili dopo il nostro attacco ad un veicolo a Kabul“, ha detto il portavoce del Centcom, Bil Urban.

“Sappiamo che vi sono state successive potenti esplosioni dovute alla distruzione del veicolo, indicative del grande quantitativo di materiale esplosivo che vi era contenuto, le quali potrebbero aver causato altre vittime – ha proseguito Urban – non è chiaro cosa sia accaduto. Stiamo indagando ulteriormente. Saremmo profondamente addolorati da ogni potenziale perdita di vite innocenti”.

L’Unicef lancia l’allarme per i minori non accompagnati vicino all’aeroporto di Kabul. “Abbiamo evidenze di molti minori non accompagnati presenti ancora nei pressi dell’aeroporto di Kabul, bambine e bambine che hanno perso tutto, uno o due genitori, che sono stati spettatori di violenze inaudite, di fuochi incrociati, che hanno bisogno di protezione urgente come il ricongiungimento con i genitori o i parenti e di essere messi subito al sicuro”

Intanto i Talebani – che non riescono a garantire la sicurezza nel Paese – “illegali” e  “arbitrari” i raid aerei condotti, anche con l’utilizzo di droni, dagli Stati Uniti negli ultimi giorni a Kabul.

È il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, in un’intervista all’emittente cinese Cgtn, a protestare all’indomani dell’attacco di un drone contro un’auto in cui sarebbe stata sventata un’imminente minaccia all’aeroporto di Kabul.

“Condanniamo tali attacchi perché è illegale eseguire attacchi arbitrari in altri Paesi. Se c’era una potenziale minaccia, doveva essere segnalata a noi, non un attacco arbitrario che ha provocato vittime civili“, ha detto Mujahid.

I talebani hanno anche arrestato, secondo l’agenzia stampa afghana Pajhwok, un importante leader religioso, Maulvi Mohammad Sardar Zadran, ex-capo del Consiglio degli Ulema dell’Afghanistan.

Gli stessi talebani hanno poi confermato l’arresto di Maulvi Mohammad Sardar Zadran avvenuto nella provincia sud orientale di Khost, senza, però, spiegarne i motivi.

All’inizio di luglio, il Consiglio degli Ulema afghani, che riunisce teologi e dotti islamici, aveva definito illegittima la guerra civile nel paese ed esortato a mettere fine immediatamente agli scontri, “all’assassinio di musulmani” e la distruzione di proprietà pubbliche e private.

L’allora presidente del Consiglio degli Ulema aveva ricordato che gli accademici islamici di altri paesi musulmani – fra cui Indonesia, Bangladesh, Egitto e Arabia Saudita – avevano emesso una fatwa sull’illegittimità della guerra civile afghana.

La Russia ha annunciato, nel frattempo, nuovi voli per l’evacuazione dall’Afghanistan dopo che la scorsa settimana ha portato fuori dal Paese circa 360 persone.

In una serie di tweet l’ambasciata russa a Kabul ha annunciato che accetta le richieste di coloro che cercano di lasciare l’Afghanistan.

I voli, si precisa, sono stati aperti a cittadini e residenti russi, nonché a cittadini di paesi membri dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva, un blocco guidato da Mosca e di cui fanno parte numerose ex-repubbliche sovietiche.

Resta l’incognita sui tanti afghani che, pur avendo collaborato con l’Occidente, sono rimasti lì, non sono stati ancora evacuati e non si sa se è quando potranno essere evacuati.

E’ “impossibile” dire quanti afghani che avevano diritto ad essere evacuati in Gran Bretagna siano rimasti bloccati in Afghanistan, ammette James Cleverly, sottosegretario agli Esteri britannico, riferendo a Sky News che la “grandissima parte” dei cittadini britannici hanno lasciato l’Afghanistan, ma che potrebbero essere rimasti indietro anche afghani che avevano collaborato con le forze britanniche e altri che rientravano nelle categorie da proteggere.

“E’ un numero impossibile da indicare“, ha ammesso Cleverly, che ha promesso che Londra “continuerà a lavorare” per far partire quanti rientrano in queste categorie e che ora corrono il “grave rischio di rappresaglie dai talebani“.

Sul fronte diplomatico si intensificano gli sforzi per trovare una soluzione al problema afghano, sia in ordine alle relazioni con i nuovi padroni dell’Afghanistan che, a loro volta, hanno bisogno della comunità internazionale, sia in relazione al grande deflusso di profughi che si stanno riversando ovunque.

Da questo punto di vista il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, è arrivato nella capitale uzbeka Tashkent nel quadro di una missione nella regione legata alla crisi afghana.

Maas, che avrà colloqui con le autorità locali, si recherà nel pomeriggio a Dushanbe, la capitale del Tagikistan, mentre domani è atteso in Pakistan.

I tre Paesi confinano con l’Afghanistan e da giorni sono sotto pressione a causa dell’elevato numero di profughi che scappa dal regime talebano.

La Germania, che ha evacuato 5.300 persone, prevede di accogliere 40mila persone, compresi ex-collaboratori afghani e persone che hanno particolare bisogno di protezione, come attivisti per i diritti umani e per i diritti delle donne, e i loro familiari.

Maas ha promesso a Uzbekistan, Tagikistan e Pakistan assistenza economica e umanitaria prima del suo viaggio.

“È nel nostro interesse impedire che il crollo dell’Afghanistan destabilizzi l’intera regione“, ha affermato.

Ieri il ministro tedesco si era recato in Turchia e successivamente è atteso a Doha, in Qatar.

Russia e Cina devono essere coinvolte nelle discussioni sul futuro dell’Afghanistan, compresa l’evacuazione dei cittadini afghani che rischiano di essere perseguitati dai talebani, esorta Maas.

Sono in corso iniziative “per portare al tavolo tutti i partner internazionali importanti, e quindi sarà importante che anche Russia e Cina ci siano”, ha detto il capo della diplomazia tedesca, in linea con l’iniziativa promossa in sede di G20 dal premier italiano Mario Draghi.

La riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che si svolgerà oggi, ha detto Maas, fornirà un’indicazione sulla volontà di cooperazione di Mosca e Pechino.

 

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