Voghera, il benzinaio Stacchio: “La colpa? È dello Stato che è sempre complice”

giovedì 22 Luglio 18:45 - di Roberto Frulli
Voghera

La Procura di Pavia ha chiesto la conferma degli arresti domiciliari per Massimo Adriatici, l’assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera che martedì sera ha colpito con un colpo di pistola un marocchino 39enne, Youns El Boussetaoui, che molestava i clienti di un bar  uccidendolo.

Adriatici, che sostiene che il colpo sia partito accidentalmente dopo essere caduto per terra, è indagato per eccesso colposo di legittima difesa.

Un video ripreso da una delle telecamere di sorveglianza della piazza prospiciente il bar riprende il momento in cui il marocchino sferra un pugno ad Adriatici.

La Procura ha richiesto gli arresti domiciliari dell’assessore di Voghera ipotizzando il pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove.

E domani mattina Adriatici comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

Sulla vicenda di Voghera interviene, intanto, Graziano Stacchio, il benzinaio di Vicenza che nel 2015 sparò e uccise un bandito che aveva assaltato l’oreficeria vicina.

La colpa di quanto successo è dello Stato, che è sempre complice – dice Stacchio parlando con l’Adnkronos. – Sono vicino alla sorella del ragazzo deceduto e a chi ha sparato: sono vittime entrambe“.

“La responsabilità – continua Stacchio – è della politica che non dà risposte ferme: servono ordine e disciplina. Le leggi non vengono applicate e questi sono i risultati. Gli immigrati vengono lasciati a se stessi: o li mandi via o li aiuti. Lo Stato è confuso e disordinato e questo porta alla disgregazione della società”.

“I giornali e i politici – conclude il benzinaio di Vicenzacriminalizzano le armi, ma non dicono che girano più pistole illegali che legali. Io darei anche 10 anni di carcere che chi usa illegalmente un’arma, ma è troppo facile attaccare chi, rispettando la legge, ne possiede una in casa. In Austria e in Svizzera ogni famiglia ne ha una, eppure sono Stati molto tranquilli perchè c’è una cultura del rispetto molto forte“.

“Dalle dichiarazioni dell’assessore che ho letto ha sparato per errore, un colpo partito involontariamente. – dice anche Franco Birolo, tabaccaio che nel 2012 uccise un ladro introdottosi nel suo negozio e che solo nel 2019 fu scagionato definitivamente dopo un iter giudiziario durato 7 anni. – Ora sarà la magistratura ad accertare i fatti. E, al di là delle polemiche, non credo sia importante lo schieramento politico, se ha sbagliato pagherà le conseguenze. La legge va rispettata”.

“C’è una rigida norma che limita la detenzione o meno delle armi – sottolinea all’Adnkronos – e non credo che il possesso legale nel nostro Paese rischi di portare a derive. Io stesso ancora la detengo, e fortunatamente all’epoca ero in possesso di un’arma altrimenti non so come sarebbe andata a finire. A volte – ragiona Birolo parlando del suo caso – un’arma ti salva la vita ma porta anche a conseguenze giudiziarie che durano anni, come è accaduto a me. Prima ci si deve difendere dai delinquenti in casa propria e poi nelle aule dei tribunali”.

E poi Birolo aggiunge: “chi detiene un’arma legalmente, tuttavia, deve essere sempre consapevole e responsabile“.

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