Vaccini, Le Foche: «Li auspico dai 6 anni. La terza dose? Probabile per fragili e immunodepressi»

giovedì 29 Luglio 10:23 - di Agnese Russo
terza dose

Non esclude la possibilità che serva una terza dose di vaccino per i più fragili. Anzi, ritiene che «verosimilmente» ce ne sarà bisogno. E auspica che per la campagna vaccinale possa partire dai 6 anni, perché «la vaccinazione è importante per portare i ragazzi a scuola in sicurezza». L’immunologo del Policlinico Umberto I di Roma, Francesco Le Foche, insiste sulla necessità di una vaccinazione il più allargata possibile e, sottolinea, «se vaccineremo almeno l’80-85 per cento della popolazione, possiamo pensare di ritornare a una quasi normalità».

Le Foche auspica il vaccino a partire «anche dai sei anni»

«Spero che si possa partire anche dai sei anni. La vaccinazione è importante per portare i ragazzi a scuola in sicurezza. E poi perché anche loro possono manifestare una malattia severa e rappresentare un serbatoio di contagio per i nonni. Dobbiamo mettere in campo una vaccinazione planetaria», ha detto in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale ha sottolineato di vedere «nei giovani una propensione al vaccino e non solo perché, poi, possono andare in discoteca, ma perché ne hanno capito l’importanza».

«I vaccini sono sicuri, le tecniche sono studiate da anni»

«Gli ultrasessantenni, invece sono restii, probabilmente per ragioni culturali: sono meno sensibilizzati». Per convincerli, dunque, «un ruolo fondamentale dovrebbe averlo il medico di medicina generale. Occorre spiegare che i vaccini sono sicuri e rappresentano un grande risultato della ricerca scientifica». Le Foche, quindi, ha sottolineato che «le tecniche con cui sono prodotti sono studiate da anni, anche per sviluppare farmaci nel campo dell’oncologia» e che è escluso che la proteina spike, entrando nelle cellule, possa provocare effetti collaterali. «Viene subito “captata” dalle cellule del sistema immunitario e, successivamente – ha spiegato l’immunologo – stimola la produzione di anticorpi e l’attivazione di altre cellule della difesa immunitaria».

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