Utero in affitto, la coppia gay di RaiUno scrive alla Meloni: “Chiamatelo Gpa”. La spiegazione non convince

venerdì 30 Luglio 20:49 - di Davide Ventola
utero in affitto

“Utero in affitto? No, Gpa”. La famiglia gay protagonista di “Amore in quarantena” su Rai1 sabato scorso ha deciso di replicare alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che, dopo il programma nel corso del quale Luca ed Emanuele hanno raccontato l’esperienza di essere diventati una famiglia con l’arrivo di due gemelli, ha annunciato interrogazioni in Vigilanza Rai nei confronti del Servizio Pubblico per aver «pubblicizzato l’utero in affitto che è reato».

Luca ed Emanuele e i due gemelli


«La Rai ci ha scelto, insieme ad altre bellissime storie – scrivono Luca ed Emanuele – per condividere la nostra esperienza, e lo ha fatto con delicatezza, con rispetto, senza giudizi e senza ideologie. Ha raccontato la cosa più importante e più semplice del mondo, l’Amore. Gabriele Corsi e tutta la Produzione si sono dimostrati persone fantastiche e sensibili, che avevano voglia di ascoltarci e capire il percorso che ci ha permesso di essere oggi una famiglia».


La coppia omosessuale Social definisce l’attacco una strumentalizzazione. Un’accusa che non rende giustizia alla realtà delle cose. «L’utero in affitto è certamente una barbarie, che avviene in alcuni paesi poveri del mondo. E che sfrutta e mercifica il corpo delle donne come merce di scambio, e siamo i primi a demonizzarla – evidenziano Luca ed Emanuele – ma la Gpa non ha nulla a che vedere con questo. È una pratica perfettamente legale e rigidamente regolamentata in paesi come Usa e Canada. Paesi dove anche noi abbiamo seguito il percorso».

Trova la differenza tra utero in affitto e Gpa

Tutto chiarito? Neanche per sogno. Lo ha spiegato bene in tempi non sospetti sull’Huffington Post Michela Pagarini, femminista e attivista per i diritti Lgbt. Non propriamente un’intellettuale conservatrice. 

«La GPA – scrive la Pagarini – è un contratto vero e proprio, che prevede tempi, clausole, penalità e transazioni economiche in varie forme, dal rimborso spese alla copertura economica per i mancati guadagni percepiti. Ovviamente il mercato internazionale ha fiutato il business già da tempo, e fioriscono un po’ ovunque agenzie che provvedono a tutto, coperture assicurative, specializzazioni legali e finanziarie che permettono anche ai meno abbienti di affacciarsi al mondo degli affitti uterini pagando a rate l’intera procedura».

Insomma, utero in affitto o Gpa, cambia il termine, ma il senso non è molto dissimile. La lettera di Luca ed Emanuele lascia immutata la sostanza dell’azione.    

L’interrogazione di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione in Vigilanza Rai contro lo scandalo andato in onda sabato pomeriggio su Rai 1. «Ricordiamo al servizio pubblico, a Rai 1, al direttore Stefano Coletta, al conduttore e agli autori del programma che in Italia l’utero in affitto è un reato sancito dalla legge 40. E che lo si commette anche se si pubblicizza la pratica della surrogazione di maternità. È vergognoso che sul servizio pubblico possano succedere queste cose, in palese violazione di una legge italiana». Questa la nota del presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

 

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