Terza dose, Garattini: «Ad oggi fa comodo solo all’industria. L’Italia pensi a produrre i vaccini»

mercoledì 14 Luglio 20:58 - di Gigliola Bardi
terza dose

Non lo chiede la scienza, ma l’industria. Il farmacologo e fondatore dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, è molto netto nel chiarire cosa ci sia dietro il dibattito sulla terza dose di vaccino anti-Covid. «Non c’è nessuna base scientifica per parlarne. È l’industria che ne parla», ha chiarito, sottolineando che, semmai, bisogna concentrarsi sull’obiettivo di «non dipendere da nessuno se ce ne sarà bisogno». Insomma, di arrivare a una produzione italiana autonoma di vaccini.

Si fa presto a dire “terza dose”

Per Garattini per pensare alla terza dose «ci vuole uno studio clinico controllato che, al momento, non è stato pubblicato». «Non sappiamo quale può essere l’efficacia, né la tossicità. E poi ci vuole l’approvazione da parte dell’Ema per il cambiamento di posologia. Non si può fare ciò che si vuole. Ci sono regole precise a salvaguardia di tutti», ha ricordato il presidente del Mario Negri, parlando con l’Adnkronos Salute.

«Ad oggi fa comodo solo all’industria»

Garattini, quindi, ha sottolineato che «ci sono diversi elementi da valutare». «Ad esempio – ha detto – quanto dura l’efficacia della vaccinazione completata, valutare le varianti in circolazione. Il problema è molto complesso e una terza dose non risolve tutto. Ad oggi nulla ci dice che sia davvero utile. Potrebbe esserlo, ma per capirlo servono le sperimentazioni». Invece, è sicuro che «all’industria farebbe comodo, certamente. Cinquanta milioni di persone da vaccinare sono un bel po’ di soldi», ha sottolineato Garattini, per il quale comunque l’eventualità che una terza dose possa servire «dovrebbe essere un incentivo per l’Italia ad essere autonoma nel produrre il vaccino».

Prepararsi a non dipendere da nessuno per i vaccini

«Non possiamo dipendere dall’industria che preme per la terza dose e poi magari non ce le dà o ce le dà con ritardo, come è già accaduto, purtroppo, nella prima fase della campagna vaccinale», ha concluso il presidente dell’Istituto Mario Negri, ribadendo che «è prematuro parlare di terza dose, ma intanto prepariamoci, in maniera strutturale, a non dipendere da nessuno se ce ne sarà bisogno».

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