Roma celebra Paolo Villaggio, la Raggi: “C’è un Fantozzi in ognuno di noi”. Il web si sganascia

sabato 3 Luglio 18:32 - di Giulia Melodia
Palo Villaggio Fantozzi

Installazioni. Proiezioni. Omaggi letterari. A quattro anni dalla scomparsa, e a 50 dalla nascita del primo Fantozzi, Roma celebra il comico ligure. E la famiglia lancia il progetto “Clamorosamente Villaggio!” Si moltiplicano gli omaggi all’attore e scrittore scomparso il 3 luglio del 2017. Anche perché nel 2021 cade anche il cinquantennale della pubblicazione del primo romanzo dedicato a Fantozzi. E se sui social il Premio Strega Sandro Veronesi ne elogia le doti letterarie meno celebrate di quelle cinematografiche: «Che Paolo Villaggio, morto quattro anni fa, fosse anche un grande scrittore, è passato inosservato. Ma lo era», posta Veronesi. In strada, invece, il Comune fa installare una palina lungo la Tangenziale est, che a lungo ha ospitato la location dell’abitazione del ragionier Ugo e famiglia. Un simbolo celebrativo in ricordo della mitica scena del film Fantozzi datato 1971, in cui Villaggio si lancia dal balcone per prendere al volo l’autobus.

Roma celebra Paolo Villaggio e il suo Fantozzi

Non solo. In omaggio alle due ricorrenze stasera, nell’ambito delle Notti Bianche del cinema, il cinema Adriano di Roma ospiterà la “Maratona Fantozzi”, che vede coinvolti anche tanti altri cinema in Italia. Il primo di una serie di eventi dedicati all’attore quest’anno e organizzati dalla famiglia Villaggio con alcuni partner. Iniziative raccolte appunto nel progetto “Clamorosamente Villaggio!”: un viaggio dentro la vita e la carriera del comico. Una serie di eventi e appuntamenti speciali, arricchiti da testimonianze e materiali inediti, che nel biennio 2021-2022 rappresenteranno un’esperienza polifonica che accompagnerà il pubblico nel mondo fantastico di un uomo e di un artista. Un autore che, attraverso la cifra “sdrammatica“, ha raccontato vizi privati e pubbliche virtù degli ultimi cinquant’anni di storia del costume del nostro Paese. Una lettura, quella di Villaggio, che attraverso la lente di Fantozzi – ma non solo – ha portato sul grande schermo la maschera dell’italiano medio, sollecitandoci, con quel piglio malinconico che sempre accompagna i comici doc, a ridere beffardamente di noi stessi.

Ma Paolo Villaggio non è solo Fantozzi…

Un’ironia surreale e beffarda, quella che ha segnato la comicità dell’attore genovese, che ha raccontato con il personaggio di Fantozzi, solo una parte della storia. Perché Villaggio, comunque, non è solo lo sfigato ragionier Ugo. E i suoi film non sono solo il racconto delle disavventure cosmocomiche dell’impiegato vessato. E lo testimoniano i circa settanta film cui l’attore ha partecipato. Lavorando con cineasti che sono i maestri della nostra scuola d’autore di sempre. Registi del calibro di Fellini, Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Uno su tutti, allora, varrebbe la pena di citare il film uscito nelle nostre sale nell’ottobre del 1992: Io speriamo che me la cavo, diretto da Lina Wertmüller. Un affresco sul disagio economico del Sud tratto dall’omonimo bestseller di Marcello D’Orta, che raccoglie i temi scolastici di una terza elementare di Arzano (Napoli). Una pellicola in cui Villaggio interpreta la figura del maestro, assente nel libro, che fa da catalizzatore e collettore dei pensieri dei piccoli protagonisti. E, soprattutto, il protagonista di un racconto che getta lo sguardo e il cuore oltre l’ostacolo di dramma e malinconia sociale.

… Solo che la Raggi si non sembra saperlo

Per questo Villaggio non è e non può essere considerato solo e semplicemente «il prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità», come lui stesso definì il suo personaggio più celebre: Fantozzi. E per questo ridurre Villaggio a Fantozzi, come pure oggi ha fatto la sindaca Virginia Raggi a margine della presentazione in Campidoglio dell’omaggio di Roma Capitale all’attore, è pleonastico e riduttivo. Ma tant’è. E così, nel suo pensiero istituzionale rivolto a Paolo Villaggio, la prima cittadina della capitale non trova di meglio da dire se non: «C’è Fantozzi in ognuno di noi. La verità è che c’è un pezzetto di lui in ognuno di noi, che ciascuno cerca di camuffare come può. Era giusto celebrare questo personaggio mitico che ha dato tanto al cinema italiano». Un’affermazione che fa sorgere, spontanea, la domanda che un cronista rivolge alla sindaca: «E lei, nella sua vita da sindaco le è capitato di sentirsi un po’ Fantozzi?». Immediata quanto sincera la replica della Raggi: «In realtà nella mia vita sempre. Come ciascuno di noi». Il web, alla notizia, ha cominciato a sganasciarsi. Rilanciando la dichiarazione della numero uno del Campidoglio con battute e freddure, degne del più caustico Villaggio...

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