Resa dell’Italia, l’Ocean Viking ad Augusta con 572 migranti. Gasparri: “Non è più tollerabile”

venerdì 9 Luglio 16:35 - di Adriana De Conto
Ocean Viking

La nave francese Ocean Viking ha ottenuto quello che voleva, dopo l’aut aut di giovedì all’Italia: o ci date un porto sicuro o faremo da soli. E L’Italia ha ceduto al ricatto: il porto segnalato dalle nostre autorità è stato quello di Augusta, in Sicilia, dove  centinaia di migranti – per l’esattezza 572- sono sbarcati. “E’ l’ennesimo atto di resa dell’Italia all’invasione dei clandestini”, commenta amaro Maurizio Gasparri. “Abbiamo chiuso per mesi i confini ai turisti internazionali e oggi teniamo i porti aperti subendo l’arroganza delle ONG. Si scarica sull’Italia la disperazione di tutta l’Africa. Ma siamo gli unici a farcene carico, con l’Europa che si gira dall’altro lato. Draghi che dice? Non è più tollerabile!”conclude il senatore di Forza Italia in un lungo commento postato sui suoi canali social.

Il web: “Da italiano mi sento umiliato”

Sono stati i minori non accompagnati e alcuni migranti con problemi medici i primi a sbarcare dall’Ocean Viking. “Tutti loro riceveranno il test anti Covid a terra”, fanno sapere da Sos Mediterranee.  L’annuncio del Pos è arrivato dopo cinque richieste e al culmine di una giornata in cui a bordo era salita la tensione: con un migrante che si era gettato in mare ed era stato recuperato dall’equipaggio; e il “ricatto” della capitana all’Italia. “Da italiano mi sento umiliato nel vedere queste ong minacciare, imperversare e dettare regole”, scrive un utente a commento del post di Gasparri. “Dobbiamo dire grazie al Pd”, scrive un altro. La situazione della Ocean Viking, la nave francese che invece di andare a Marsiglia -come aveva suggerito Giorgia Meloni – voleva un porto italiano era stata segnalata. Malta aveva rifiutato la richiesta di aiuto. Così, grazie a un governo “dormiente” in materia di immigrazione, siamo rimasti col cerino in mano. E ci siamo piegati senza colpo ferire.

Ocean Viking, tuona il sindaco di Augusta: Roma e Bruxelles dove sono?

Il sindaco di Augusta tuona: “Non è cambiato nulla, continuiamo ad assistere a una ‘politica del fai da te’. Bisogna dire grazie alle Prefetture, alle forze dell’ordine, ai volontari della Protezione civile; e a tutti coloro che sono impegnati nella macchina dell’accoglienza”. A dirlo all’Adnkronos è Giuseppe Di Mare, sindaco di Augusta. L’assegnazione del Pos alla nave francese di Sos Mediterranee è arrivata dopo cinque richieste e diversi giorni trascorsi in mare. C’era tutto il trempo per chiamare l’Europa a farsi carico del problema. “E’ la dimostrazione del fallimento della politica europea – aggiunge il primo cittadino -. I Comuni sono abbandonati all’organizzazione degli eroi: prefetture e forze dell’ordine che lavorano senza sosta. Mentre noi continuiamo a fare il nostro dovere, ossia salvare vite umane, chi deve prendere decisioni e gestire il fenomeno si gira dall’altra parte, sia a Bruxelles che a Roma. Non mi sembra che sul tema ci sia la giusta attenzione né da parte dell’Europa né dal Governo nazionale. Registro, al contrario, l’abbandono dei comuni e delle forze in campo”.

La Ue ci prende ancora in giro

Dalla Commissione Europea le solite frasi di circostanza che sanno di presa in giro: “Siamo lieti della decisione delle autorità di assegnare un porto di sbarco alla Ocean Viking. La Commissione è pronta a coordinare i ricollocamenti dopo lo sbarco. E, come sempre, invita gli Stati membri a partecipare ai ricollocamenti volontari”. Senza parole, la solita farsa. La prima di una lunga serie, c’è tempo tutta l’estate...

 

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