Miami, trovato il corpicino della figlia di un pompiere fra le macerie, è la 22ma vittima

sabato 3 Luglio 12:49 - di Redazione
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Fra le macerie dell’edificio di Surfside crollato il 24 giugno scorso a Miami spuntano altri 4 corpi, uno dei quali è quello di una bimba di sette anni, figlia di un pompiere della città che viveva, con la madre e i nonni, nel condominio di 13 piani imploso improvvisamente su sé stesso all’1,30 di notte e sprofondato in un cumulo di detriti.

Con il ritrovamento di questi altri quattro corpi  sale così a 22 il numero delle vittime accertate del crollo del complesso residenziale delle Champlain Towers di Miami.

Continua intanto il difficile lavoro dei soccorritori, alla affannosa ricerca dei dispersi del crollo che, al momento, sono ancora 128.

Ma ora viene la parte più difficile perché il sindaco ha firmato l’ordine di demolizione dell’edificio. E anche se non sono ancora chiari i tempi e le modalità dell’operazione che non lascia più alcuna speranza al ritrovamento di eventuali sopravvissuti, si stanno esaminando due opzioni: un’esplosione controllata che fermerebbe gli sforzi dei soccorritori per poche ore o un intervento più lungo con l’impegno di gru.

Al momento, tuttavia, le operazioni di soccorso sono ostacolate dal maltempo per una tempesta tropicale e dal rischio di nuovi crolli fra le macerie.

Le autorità di North Miami Beach hanno intanto ordinato l’evacuazione di un alto edificio con 156 appartamenti, il Crestview Towers Condominium, dopo che un’ispezione ha stabilito che è insicuro dal punto di vista strutturale e dell’impianto elettrico.

La decisione arriva nell’ambito di una serie di ispezioni decise dal Comune dopo il crollo dell’altro condominio di Surfside che ha portato alla luce una serie di gravissime criticità sulla stabilità dei lussuosi e imponenti complessi immobiliari costruiti proprio davanti all’Oceano e le cui fondamenta sono state piantate dentro la sabbia.

Al momento non sono ancora chiare le cause all’origine del disastro di Miami ma vi sono diversi indicatori che portano ad evidenze verso la parte bassa dell’edificio di Surfside e, in particolare, verso la piscina.

Non solo alcune foto recapitate in maniera anonima da un sedicente appaltatore evidenziano chiaramente il grave degrado del calcestruzzo fino alla corrosione dei tondini in ferro nel piano sottostante la piscina proprio a causa del ristagno di acqua dovuto ad un errore di impermeabilizzazione già noto ma, addirittura, una delle inquiline, ora nel conteggio dei dispersi del disastro, avrebbe avvisato il marito, scampato alla strage, che si era creata una grossa e improvvisa falla sotto alla piscina.

Peraltro moltissimi edifici sono monitorati attraverso una rete satellitare che analizza gli spostamenti in millimetri all’anno e si è scoperto che i lussuosi condomini fronte Oceano di Miami, costruiti sulla sabbia, così come, in maniera molto più marcata quelli costruiti a Key Biscane, hanno una velocità di “sprofondamento” doppia se non quadrupla, in alcuni casi rispetto a palazzi edificati su terreni tradizionali.

Tuttavia diversi esperti interpellati dopo la tragedia sostengono che questo può anche non rappresentare un problema fino al momento in cui una parte dell’edificio scorre più velocemente di un’altra parte su un ipotetico asse verticale. Ed è questo slittamento asincrono che può determinare il crollo di un edificio.

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