Haiti, 26 colombiani e due americani i mercenari che hanno ucciso Jovenel Moise

venerdì 9 Luglio 10:18 - di Redazione

Era composto da 26 colombiani, per la maggior parte soldati in pensione, e due americani di origine haitiana lo ‘squadrone della morte‘ di mercenari ha ucciso, nella notte tra mercoledì e giovedì, il presidente di Haiti Jovenal Moise.

Lo ha rivelato la polizia hatiana, che ha disarticolato il gruppo, arrestando 17 persone, tra cui i due americani, mentre si dà ancora la caccia a otto sospetti.

Gli altri tre membri del gruppi sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia a Port au Prince.

“Gente straniera è entrata nel nostro Paese per uccidere il presidente“, ha detto il capo della polizia, Leon Charles, mostrando i passaporti e alcune delle armi usate dal commando nell’operazione contro il presidente Jovenal Moise nella quale è rimasta ferita anche la moglie Marine, trasferita in un ospedale di Miami.

Il governo di Bogotà ha assicurato che collaborerà nelle indagini con le autorità di Port au Prince, mentre il Dipartimento di Stato americano non ha ancora confermato il coinvolgimento dei suoi connazionali.

Restano, tuttavia, al momento, ignoti i mandanti dell’uccisione di Moise: alla Bbc il premier ad interim Claude Joseph ha detto che il presidente di Haiti potrebbe essere stato fatto fuori perché combatteva contro “gli oligarchi” nel Paese.

Le Nazioni Unite intanto hanno riconosciuto la legittimità del premier haitiano ad interim, Claude Joseph, che ha assunto la guida del Paese dopo l’uccisione di Jovenal Moise.

La rappresentante speciale dell’Onu per Haiti, Helen La Lime, ha sottolineato che Joseph “è impegnato al dialogo e a continuare un processo per tenere le elezioni secondo il calendario previsto da”, vale a dire il prossimo 26 settembre.

La Lime  ha poi esortato le autorità di Port au Prince “a fare tutti gli sforzi” possibili per portare davanti alla giustizia i responsabili dell’uccisione del presidente.

“E’ troppo presto per dire esattamente quello che è successo e le circostanze che avvolgono questo abominevole atto di violenza”, ha aggiunto la rappresentante dell’Onu, tornado ad assicurare che il Palazzo di Vetro continuerà a fornire tutta l’assistenza possibile alle autorità di Haiti.

 

 

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