Casalino infuriato con i due Matteo per la legge Zan: loro sono brutti dentro, vanno all’inferno

sabato 10 Luglio 8:44 - di Redazione
Casalino

Rocco Casalino pontifica e poi se ne va in monopattino. Intercettato dalle telecamere di Stasera Italia (Rete4) risponde alle domande dapprima un po’ abbottonato: Conte e Grillo? Ci sono le premesse per fare pace. Di chi sarà il portavoce? Per ora lavoro ai gruppi parlamentari, il portavoce è il portavoce del presidente del Consiglio. Potrebbe tornare Conte a Palazzo Chigi? sarebbe bello, ammette Casalino.

Casalino: Renzi e Salvini per calcolo “camminano sui corpi umani”

Ma quando si parla di legge Zan l’ex portavoce di Giuseppe Conte lascia cadere ogni parvenza di diplomazia e si scatena. La legge è giusta, afferma. E i due che si oppongono, Salvini e Renzi, i due Matteo, sono “l’unica cosa brutta della politica, quando si fanno scelte non per il bene degli italiani ma per calcolo politico. Ci vuole proprio un pelo sullo stomaco che io non riuscirei ad avere, quando per calcolo politico riesci a camminare sui corpi umani“. E ancora: “Così si va all’inferno, bisogna essere proprio brutti dentro”.

Casalino dimentica la politica delle giravolte di Conte

Stupefacente, detto da uno che ha conosciuto da vicino la politica delle giravolte di Conte, passato dall’alleanza con la Lega a quella con il Pd, il partito di Bibbiano sul quale Di Maio vomitava anatemi e diceva: “Noi mai con loro”. Uno che dunque la politica la conosce, ne comprende i meccanismi e dovrebbe sapere che mischiarla con l’inferno e le punizioni divine è una roba, questa sì, davvero un po’ “medievale”.

Bellanova (Iv) replica: parla lui che dopo il crollo del Ponte Morandi era adirato perché gli saltavano le vacanze

Le affermazioni di Rocco Casalino sono subito rintuzzate da Teresa Bellanova di Italia Viva: «Ci accusa di essere disposti a camminare sui corpi umani? Ricordo quando si seccava con i giornalisti a poche ore dal crollo del Ponte Morandi a Genova che, a suo dire, gli aveva rovinato le vacanze». Era l’estate del 2018, e Casalino rispondeva così, via whatsapp, ai giornalisti che gli chiedevano come il governo intendesse gestire il disastro del crollo: «Basta non mi stressate la vita. Io pure c’ho diritto a farmi magari due giorni, visto che già mi è saltato Ferragosto, Santo Stefano, San Rocco e Santo Cristo. Mi chiamate come i pazzi, cioè datevi una calmata».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *