Brunico, accoltellato dal vicino di casa il trentenne Maxim Zanella. L’ombra del satanismo sul delitto

giovedì 29 Luglio 9:24 - di Redazione
Brunico satanismo

Il polacco Oskar Kozlowski, 23enne, ha ucciso a coltellate Maxim Zanella, 30 anni, suo vicino di casa, in un appartamento del centro storico di Brunico (Bolzano). La vittima era il figlio del presidente provinciale del Club alpino italiano. L’omicida ha poi contattato il Comando Carabinieri di Brunico, affermando di aver ucciso un suo conoscente e di aver gettato l’arma del delitto nel fiume Rienza. L’appartamento è stato sottoposto a sequestro. Sono in corso accertamenti finalizzati ad appurare il rapporto tra le due persone coinvolte ed il movente del delitto. L’autopsia della vittima verrà effettuato nei prossimi giorni, per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento.

Brunico, un teschio finto e alcune ossa nell’appartamento della vittima

E proprio dalla perquisizione dell’appartamento teatro del delitto emergono particolari inquietanti che fanno ritenere agli inquirenti che sul delitto pesi l’ombra del satanismo. “In casa di Zanella – riferisce il Corriere della sera – i carabinieri hanno infatti trovato un teschio finto e alcune ossa, mentre l’omicida è piuttosto noto negli ambienti satanisti. Nella sua pagina Facebook spuntano immagini di Lucifero, pentacoli, scheletri con la tiara da vescovo e facce di caproni malefici. Sul gomito destro Kozlowski si era anche fatto tatuare il numero 666, simbolo di Satana”.

Si pensa che il delitto sia l’epilogo di una violenta lite

Ma le indagini si rivolgono anche agli ambienti frequentati dai due e non è escluso che il movente possa legarsi a questioni di denaro e di droga. Forse il delitto è il tragico epilogo di una lite. “Le ragioni per cui non si esclude la pista del violento litigio – scrive ancora il Corriere – sono legate al passato dell’assassino. Kozlowski era stato infatti più volte segnalato per vicende di droga e in varie occasioni si era mostrato aggressivo”.

Brunico, l’assassino era ossessionato dal satanismo

“Come violente – continua il quotidiano – sono le immagini che posta sui social: riferimenti alla mafia, al bushido, foto con il pugno di ferro. E poi l’ossessione satanica che inquieta. Ma lui, Kozlowski, come la spiega? Per il momento non è stato in grado di dire nulla. Di certo c’è che nell’appartamento di Zanella c’è stata una violenta colluttazione in cui il trentenne ha avuto la peggio”.

Il padre di Zanella non dà importanza al teschio e alle ossa ritrovare in casa del figlio assassinato. «In passato aveva fatto qualche fesseria ma nulla di grave, un semplice oltraggio. Non credo avesse una doppia vita», racconta il padre. «Il teschio lo aveva acquistato per gioco e le ossa le aveva trovate in un bosco».

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