Sbarchi, il sindaco di Lampedusa: «Siamo soli. Il governo non risponde, parlano solo sui social»

venerdì 25 Giugno 13:03 - di Redazione

“Siamo abbandonati. Manca una strategia sull’immigrazione”. L’allarme viene dal sindaco di Lampedusa, Totò Martello. Che non è nuovo ad attacchi contro il governo, la politica e la “sua” sinistra. Che lo ha lasciato solo a gestire il corto circuito degli sbarchi nell’isola. Ormai al collasso, anche se lui nega con ostinazione. “Oggi in Italia e in Europa si continua a fare un errore nell’impostazione dell’argomento. Parliamo solo di emergenza”, dice il sindaco di Lampedusa, campione di buonismo e accoglienza senza se e senza ma. Sull’hotspot di contrada Imbriacola stracolmo, per esempio, si affatica a smentire i giornali. “La capienza effettiva ora è di 500 persone, non di 250 come scrivono”.

Il sindaco di Lampedusa: ci hanno abbandonato

“E tutto il ragionamento si sviluppa su come deve essere accolto il migrante”, accusa Martello. “C’è bisogno che l’Europa prenda consapevolezza che esistono anche i migranti economici e non solo i rifugiati”. E ancora: “Coloro che sono stati eletti per fare in Parlamento proposte utili ad affrontare il fenomeno migratorio le fanno sui social. Sui giornali e in televisione”. Insomma nessuno si fa vedere sull’isola. E il cambio di passo di Draghi non c’è stato. “Da un alto c’è una parte politica che continua a seminare odio, parlando contro i migranti, e dall’altro lato il silenzio che è la cosa più pericolosa”. Non manca il consueto attacco a sovranisti e populisti. Un refrain sempre di moda. Dalla platea della due giorni From the Sea to the City – A Conference of Cities for a Welcoming Europe, in corso a Palermo, Martello ha accusato i sovranisti di diffondere  fake news “che danneggiano l’isola e affossano l’intera economia di Lampedusa”.

Martello: “La politica centrale non risponde”

“In Italia, ma credo anche in Europa, le aree di frontiera sono completamente abbandonate”, ha detto ancora il  primo cittadino accusando Roma di non fare la sua parte. “I sindaci hanno una grande consapevolezza ma la politica centrale non risponde, manca una strategia complessiva. Come siamo riusciti a non far scoppiare la guerra civile in tempo di Covid a Lampedusa? Il sistema si basa sulle navi quarantena”, racconta orgoglioso. “Sull’isola i migranti restano il tempo necessario per riconoscimento, tamponi e portarli su navi quarantena, in cui trascorrono il periodo di sorveglianza sanitaria”. Insomma va tutto bene. Nessun rischio contagio. È un’invenzione dei pericolosi sovranisti.

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