Primarie Pd, ecco come ha vinto Gualtieri. Con le truppe cammellate dei “bangla”

lunedì 21 Giugno 21:04 - di Roberto Frulli

Come al solito, come ogni volta, le primarie Pd per “scegliere” i candidati elettorali – in questo caso per la corsa a sindaco di Roma vinta  dal ministro Roberto Gualtieri – si trasformano in una burla.

Sembra che il Pd non sappia proprio resistere alla tentazione.

Per tutta la giornata si sono inseguite accuse più o meno esplicite di aver pasticciato il voto con comportamenti al limite dello sfrontato che hanno amareggiato anche gli storici elettori di sinistra.

“Alcune cose non sono andate bene, ci sono situazioni che vanno sistemate, le abbiamo segnalate e il Comitato organizzatore è intervenuto. E’ utile dirlo in modo pubblico”, si è lamentato pubblicamente Giovanni Caudo, a proposito del voto delle primarie Pd, in un incontro trasmesso su Facebook.

“Delle polemiche non ne voglio più parlare, non faccio polemica sulla affluenza” ma “abbiamo segnalato che in alcuni gazebo c’erano file di stranieri che non sapevano bene per chi votare. Li hanno portati lì e gli davano i santini lancia la bomba Caudo. – Ma non è possibile che ci siano persone che vanno a votare e gli si dà in quel momento il santino“.

“C’erano 50 persone del Bangladesh che trovi in fila – rivela Caudo chiarendo così cosa ha combinato il Pd al quale, forse, le semplici regole della democrazia sfuggono – non parlano italiano, non sanno per chi stanno votando e poi c’è qualcuno che gli dà il fogliettino e mettono 50 x“.

Accuse gravi che hanno subito gettato nello sconforto molti elettori del Pd.

Sulla vicenda ha cercato di metterci una pezza a colori Stefano Fassina, uno dei candidati alle Primarie Pd. Che ha tentato di tamponare la falla e smacchiare la reputazione del Centrosinistra.

”Spero che Giovanni Caudo chiarisca le affermazioni sul voto in V Municipio – dice un accorato Fassina. – Sono gravissime, classiste, poco consapevoli della realtà di Roma, oltre il circuito Ztl. I cittadini stranieri residenti nella nostra città che si sono messi in fila per votare sono una straordinaria opportunità di integrazione. Tanti di loro li conoscono da anni. Andrebbero sostenuti nel loro impegno. Caro Giovanni – fa l’appello ai sentimenti il consigliere di Sinistra X Roma – hai fatto un buon risultato, non hai bisogno di cadere così in basso. Correggi l’errore e scusati”. Ma oramai la frittata è fatta.

 

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