Pedofilia, il cardinale Marx si dimette e recita il “de profundis” per la Chiesa: “Punto morto”

venerdì 4 Giugno 15:01 - di Laura Ferrari
cardinale Marx

L’arcivescovo metropolita di Monaco e Frisinga, il cardinale Reinhard Marx – che compirà 68 anni a settembre – ha presentato al Papa le sue dimissioni. Lo si apprende dal sito ufficiale dell’Arcidiocesi. La Chiesa cattolica è arrivata «a un punto morto», a seguito della «catastrofe degli abusi sessuali». Marx lo scrive nella lettera, dicendo allo stesso tempo di assumere «la responsabilità congiunta» per la «catastrofe degli abusi sessuali» da parte di alcuni sacerdoti cattolici in Germania.

«In sostanza, per me si tratta di condividere la responsabilità per la catastrofe degli abusi sessuali da parte degli esponenti della Chiesa nei decenni scorsi». Così il cardinale in una lettera a Bergoglio. Marx ha inoltre detto che le inchieste e i rapporti degli esperti degli ultimi 10 anni hanno mostrato in modo consistente che vi sono stati “molti errori personali ed amministrativi”. Ma anche “errori sistemici ed istituzionali”.

“Dietro gli abusi pedofili una crisi di sistema”

Il cardinale tedesco offre le dimissioni da arcivescovo di Monaco e Frisinga. Incarico a cui era stato nominato nel 2007 da Papa Benedetto XVI, in una lettera datata 21 maggio. Secondo quanto ha reso noto oggi l’arcidiocesi, il cardinale, che a settembre compirà 68 anni, ha chiesto al Papa di “accettare le sue dimissioni” e di “decidere” sul suo futuro.

Nella lettera il cardinale Marx afferma che la chiesa cattolica è arrivata ad “un punto morto” e che la sua rinuncia all’incarico potrebbe servire come segnale per dare un nuovo inizio, un nuovo impulso. “Voglio mostrare che non è l’incarico la cosa che è in primo piano, ma la missione evangelica”, ha scritto ancora.

“Sono disposto ad assumermi la responsabilità personale non solo per i miei errori, ma per quelle dell’istituzione della chiesa che ho aiutato a modellare e formare nel corso di decenni”, conclude il prelato che è stato presidente della conferenza episcopale tedesca fino al 2020.

La lettera del cardinale Marx 

“Con preoccupazione – scrive il cardinale Marx a Papa Francesco – vedo che negli ultimi mesi si nota una tendenza ad escludere le cause sistemiche e i rischi oppure, diciamolo pure, quelle che sono le questioni teologiche fondamentali e ridurre l’elaborazione ad un semplice miglioramento dell’amministrazione.
La richiesta relativa alle dimissioni è una mia decisione personale. Con tale richiesta vorrei sottolineare che sono pronto ad assumermi anche personalmente la responsabilità, non soltanto per gli errori personali, ma per l’Istituzione Chiesa la quale ho contribuito a formare e plasmare per decenni. Recentemente è stato affermato: l’elaborazione deve far male. Questo passo non è facile per me. Mi piace essere prete e vescovo e spero di poter continuare a lavorare anche in futuro per la Chiesa. Il mio servizio per questa Chiesa e per le persone non termina qui. Tuttavia, per il bene di un nuovo e necessario inizio voglio assumermi la corresponsabilità per il passato.
Credo che il punto morto, in cui ci troviamo attualmente, possa diventare un punto di svolta.
È questa la mia speranza pasquale e questo è ciò per cui pregherò e lavorerò”.

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