Paura a Roma: bimbo di tre anni cade in un pozzo di 5 metri all’interno di un cantiere

sabato 12 Giugno 13:55 - di Luciana Delli Colli
bimbo pozzo roma

Tragedia sfiorata a Roma, dove un bimbo di tre anni è caduto in un pozzo di raccolta delle acque piovane profondo 5 metri, nell’area di un cantiere in zona Mattia Battistini. L’incidente ricorda la tragedia di Alfredino, della quale proprio in questi giorni ricorre il quarantennale. Fortunatamente, però, ha avuto un esito completamente diverso: i Vigili del Fuoco hanno salvato il bimbo, recuperandolo in meno di un’ora e trovandolo in buone condizioni. Il piccolo, che è sempre rimasto cosciente, è stato comunque portato al Gemelli in prognosi riservata.

Le indagini sul bimbo caduto nel pozzo a Roma

Il pozzo nel quale è caduto il bimbo e che ha i lati di 50 cm si trova in un cantiere di via Stefano Borgia, alle spalle della grande arteria di via Mattina Battistini. L’incidente è avvenuto intorno alle 11 e resta da comprenderne la dinamica, sia per capire come il bimbo sia arrivato all’interno dell’area del cantiere sia come sia precipitato nella buca. Sul caso sono in corso le indagini, condotte dai carabinieri della stazione Montespaccato  e della compagnia Trastevere. Fra le ipotesi al vaglio, quella che l’area del cantiere non fosse recintata in modo adeguato.

L’incidente nel quarantennale di Alfredino

Il caso risulta particolarmente scioccante anche per la concomitanza con l’anniversario della tragedia di Vermicino, nella quale perse la vita il piccolo Alfredo Rampi, per tutti Alfredino. In quel caso, però, il pozzo artesiano dell’incidente, avvenuto il 10 giugno 1981, era profondo 60 metri e, nonostante una mobilitazione senza precedenti della macchina dei soccorsi e dei volontari, non ci fu modo di salvare la vita del bambino, del quale il 13 giugno le autorità constatarono il decesso. Proprio la ricorrenza di quel drammatico caso di cronaca, che scosse l’intero Paese, in queste ore è al centro di numerosi speciali. In particolare della Rai, che all’epoca seguì le fasi del soccorso con quella che fu, di fatto, la prima diretta non stop a reti unificate.

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