“Le ragazze stuprate sono due”. La Procura chiede il rinvio a giudizio per Ciro Grillo e gli amici

venerdì 4 Giugno 20:32 - di Guido Liberati
Grillo junior

La procura di Tempio Pausania ha chiesto il rinvio a giudizio per Ciro Grillo e i suoi tre amici nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza italo norvegese. I fatti risalgono al luglio del 2019 e sarebbero avvenuti nell’abitazione di Grillo a Porto Cervo. La ragazza allora aveva 19 anni. L’udienza è stata fissata per il 25 giugno.

Il 25 giugno l’udienza decisiva

Nelle scorse ore era arrivata l’indiscrezione che il figlio del garante del M5S Beppe Grillo, aveva chiesto e ottenuto di venire risentito.  Il procuratore capo di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, che coordina l’indagine, ha delegato i Carabinieri di Genova a raccogliere le dichiarazioni di Ciro Grillo, accusato di violenza di gruppo con tre suoi amici, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, tutti genovesi di 22 anni. È stato lo stesso Grillo junior, attraverso il suo legale, Enrico Grillo, a chiedere di essere risentito una terza volta.

Altri due indagati nel caso della presunta violenza sessuale a casa di Ciro Grillo a Porto Cervo hanno, invece, rinunciato a essere interrogati ancora una volta, come avevano chiesto alla Procura dopo la chiusura delle indagini.

Ciro Grillo e il rinvio a giudizio

Tre settimane fa la Procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini per la seconda e proprio nei giorni scorsi scadeva il termine utile per l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Ma i tempi si sono allungati ancora con le richieste dei nuovi interrogatori.

I quattro sono accusati di violenza sessuale di gruppo.  La Procura di Tempio accusa i quattro d’aver violentato la studentessa. I pm contestano a Ciro Grillo, Capitta e Lauria pure un secondo abuso. In questo caso commesso ai danni di un’amica, con alcune foto hard scattate alla ragazza mentre dormiva come se fosse una preda. I fatti contestati sono avvenuti alle prime ore del 17 luglio 2019. Gli indagati sostengono che tutti gli incontri siano stati consenzienti.

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