Grillo furibondo, non ci sta a farsi depotenziare da Conte. E i grillini non sanno da che parte stare

venerdì 18 Giugno 17:28 - di Angelica Orlandi
Conte Grillo

Un Beppe Grillo “depotenziato”? “A Beppe non sta bene”. Si alza il livello dello scontro, sia pure a fari spenti, tra il fondatore del Movimento e Giuseppe Conte. L’ex premier sta limando  una bozza del testo del nuovo Statuto rifondativo del progetto M5S. Sta elaborando la versione definitiva prima di sottoporla a Beppe Grillo, passaggio fondamentale e risolutivo. Rumors raccolti dal Giornale raccontano infatti di un comico sempre più irritato. Non è un mistero infatti che nel nuovo corso pentastellato i poteri di Grillo rischiano seriamente di essere limitati rispetto al passato. I retroscena lo danno piuttosto irritato.

Grillo irritato, Conte lo vuole ridimensionare

“Il cofondatore del M5S nei prossimi giorni dovrebbe essere a Roma per seguire gli ultimi passaggi per la rivoluzione pentastellata. La presentazione del nuovo Statuto – a meno di equivoci – è fissata per la prossima settimana, probabilmente per la giornata di martedì”, riferisce il Giornale. Non mancano le  preoccupazioni e le polemiche: con Grillo che non avrebbe affatto nascosto l’intenzione di volere restare lui il garante. E’ l’Adnkronos  a descrivere un Grillo “irritato dall’ipotesi di un ridimensionamento del suo ruolo”: stando alla bozza dello statuto, infatti, al garante non sarebbero concesse ingerenze sulle scelte politiche dei 5 Stelle. O, almeno, è quello che vorrebbe Conte.

Conte vuole avocare a sé la linea politica

Il Grillo filo-Cina ha già messo in imbarazzo l’ex premier la scorsa settimana, costringendolo ad addurre motivi familiari alla mancata visita insieme a Grillo dell’ambasciatore a cinese a Roma. Con lo strascico di polemiche al vetriolo che conosciamo. L’obiettivo di Conte sarebbe quello di evitare ogni tipo di ambiguità nelle scelte da intraprendere.  Dopo essersi disfatto del fantasma di Davide Casaleggio – leggiamo sulla Stampa- “quei mesi di patimenti hanno lasciato nella mente dell’ex premier un pensiero che forse lo perseguita ancora. Nel nuovo Movimento 5 stelle – va ripetendo da settimane – i ruoli di potere dovranno essere «ben definiti, con una gerarchia chiara, senza spazio per le ambiguità». Insomma, vuole evitare a tutti i costi un altro cortocircuito: se c’è un capo, decide il capo”. Con ruoli di potere ben definiti e  una gerarchia chiara. Va da sé che limitare il raggio d’azione di Grillo sarebbe fondamentale per la sua strategia.

Fonti M5S: “Grillo vuole restare arbitro”

Nello statuto Conte avrebbe cercato di limitare il raggio d’azione di Grillo. Senza togliergli funzioni e prerogative l’obiettivo sarebbe quello di evitare le sue  intromissioni nella definizione della linea politica del M5S. Come spesso in passato ha fatto. La linea politica dovrebbe essere nelle mani del capo politico e della segreteria, dopo aver consultato i gruppi parlamentari. Solo in alcuni casi gli iscritti potrebbero essere coinvolti. Insomma, si tratta di un altro partito. Grillo accetterà? Le premesse farebbero pensare al contrario. I rumors  lo danno nella Capitale nei prossimi giorni. Fonti 5S raccolte dal Giornale raccontano che “Grillo vuole essere arbitro, al di sopra di tutto“; il che nel nuovo Statuto non sarebbe previsto.

“A Beppe non sta bene”

Dunque: “Tutto ciò a Beppe non sta bene. E senza l’ok di Grillo il voto sul nuovo Statuto non può partire”. il “redde rationem” arriverà la prossoma settimana con il suo arrivo in città, “in qualità di garante e di unica persona che può mettere l’ultima parola su tutto”. Grillo viene descritto come «nervoso e irritato» dal tentativo di ridimensionamento. Lo avrebbe fatto sapere anche ai parlamentari a lui più vicini, che lo hanno cercato negli ultimi giorni e che ora si trovano spiazzati senza sapere per chi parteggiare. La solita polveriera M5S. Pensavano di essere a un nodo definitivo dopo essersi liberati di Casaleggio, invece il bello, si fa per dire, deve ancora venire. Potrà Conte fare a meno di Grillo?...

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