E’ morto il principe Amedeo, duca di Savoia e Aosta. La lunga lite col cugino Vittorio Emanuele

martedì 1 Giugno 11:54 - di Riccardo Angelini
Amedeo d'Aosta

Si è spento stamattina ad Arezzo il principe Amedeo Duca di Savoia e Duca d’Aosta. Aveva 77 anni. Lo comunica la Real Casa di Savoia. Amedeo di Savoia-Aosta era l’unico figlio di Irene di Grecia e di Aimone di Savoia, che fu quarto duca d’Aosta e re de iure dello Stato Indipendente di Croazia con il nome di Tomislavo II.

Dal suo primo matrimonio con Claudia di Orleans sono nati 3 figli. Il matrimonio si concluse col divorzio e poi con l’annullamento della Sacra Rota. I figli restarono col padre in Toscana. In seguito Amedeo ha avuto una figlia da una relazione, e si è poi risposato con Silvia Paternò, nobile siciliana. E da questo secondo matrimonio non sono nati figli. Amedeo nel 1948 divenne il quinto Duca d’Aosta. Durante l’esilio di Umberto II rappresentò in molte cerimonie la famiglia, ma rifiutò sempre le offerte di entrare in politica rivoltegli da diversi partiti. 

Nel 2006 Amedeo, riconosciuto da una parte della Consulta come Capo della Casa, ha adottato il titolo di Duca di Savoia, cedendo al figlio Aimone il titolo di sesto Duca d’Aosta. Suo zio era l’omonimo eroe dell’Amba Alagi, detto il “Duca di ferro” e suo nonno era il “Duca Invitto” Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta.

Lo zio, il Duca di ferro, nel 1941, di fronte alla travolgente avanzata degli inglesi nell’Africa Orientale Italiana, si asserragliò dal 17 aprile al 17 maggio 1941 sull’Amba Alagi con 7.000 uomini, una forza composta da carabinieri, avieri, marinai della base di Assab, 500 soldati della sanità e circa 3.000 militari delle truppe indigene. Lo schieramento italiano venne ben presto stretto d’assedio dalle forze del generale Cunningham (39.000 uomini). I soldati italiani, inferiori sia per numero che per mezzi, diedero prova di grande valore, ma, rimasti stremati dal freddo e dalla mancanza di munizioni, acqua e legna, si dovettero arrendere ai britannici.

Il principe Amedeo viveva in Toscana, in provincia di Arezzo. Era un imprenditore agricolo, erede della tenuta del Borro che poi era stata venduta ai Ferragamo. Da allora si era trasferito a Castiglion Fibocchi. Il principe è morto all’ospedale di Arezzo per un arresto cardiaco. Di recente era stato sottoposto in una clinica di Milano ad un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore ad un rene ed era poi rientrato nella sua residenza a Castiglion Fibocchi. Lo scorso 27 maggio era stato ricoverato all’ospedale San Donato nel reparto di urologia, poiché si era necessario un piccolo intervento.

La corte d’appello di Firenze, nel 2018, gli aveva dato ragione nella contesa che da tempo immemorabile lo divideva dal cugino Vittorio Emanuele che gli aveva fatto causa. Amedeo aveva vinto ottenendo il ribaltamento del verdetto: avrebbe potuto fregiarsi del cognome Savoia e non solo di quello Savoia-Aosta. La contesa con Vittorio Emanuele è stata aspra e duratura. Pur non essendoci più un regno da ereditare la lite riguardava chi potesse tra i due fregiarsi del titolo di capo della casa dei Savoia. Nel 2004, entrambi invitati alle nozze reali tra Felipe di Borbone e Letizia Ortiz a Madrid, Vittorio Emanuele colpì Amedeo con un pugno al volto. Amedeo, molto signorilmente, rifiutò sempre di commentare il gesto.

 

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