Allarme Astrazeneca: si va verso il richiamo col mix di vaccini. Ma il Cts balbetta e tentenna

venerdì 11 Giugno 9:55 - di Ginevra Sorrentino
Astrazeneca mix vaccini

Astrazeneca di nuovo sotto inchiesta: avanza l’ipotesi del mix vaccini. Gli studi indicano una risposta immunitaria superiore alle attese. Cosa aspetta il Cts a decidere una volta per tutte? La questione Astrazeneca torna drammaticamente sul tavolo. La notizia della morte della 18enne ligure, deceduta al San Martino di Genova per una trombosi, pochi giorni dopo la somministrazione del siero anglo-svedese durante un open day, ha riaperto la discussione su questo vaccino e sulle modalità della sua gestione. Un cammino e una comunicazione accidentati, quelli relativi ad Astrazeneca, che ora inducono nuovamente a nuove indicazioni per uscire nel miglior modo possibile dall’empasse legata al suo utilizzo. Eppure, ancora ieri, il ministro Speranza sul caso ha asserito solo: «Nel Cts la discussione è in corso»…

Astrazeneca di nuovo sotto inchiesta: l’ipotesi del mix di vaccini

L’idea degli esperti che sembra farsi strada in queste ore è quella di restringere il suggerimento di utilizzare quel vaccino solo per gli over 60. Una eventualità che, al momento, si scontra con la difficoltà a vietare esplicitamente l’uso di quel vaccino sotto una determinata fascia d’età vista comunque l’approvazione europea di Ema e quella italiana di Aifa per tutti gli over 18. E, infine, interrompere gli open day dedicati ai giovani che sono stati organizzati da molte Regioni in queste settimane, e aspettare i dati sui mix di vaccini. Per poi procedere con il richiamo affidato alla somministrazione di un vaccino diverso da quella della prima dose. Insomma: usare Pfizer per la seconda fiala dopo una prima somministrazione di Astrazeneca, in considerazione del fatto che i test della risposta immunitaria dopo il mix di sieri anti-Covid, indicano che l’efficacia è perfino superiore alle attese.

Gli studi sull’efficacia del mix di vaccini dopo una prima fiala di Astrazeneca

Insomma, i due tipi di vaccini, agendo con metodi diversi, (quello a vettore virale e a mRna), potrebbero addirittura migliorare la protezione. Nuovi studi, che proprio l’altro ieri anche la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa ha evidenziato, affermano l’efficacia di una dose “eterologa”, cioè di Pfizer o Moderna anche se successiva a quella di AstraZeneca. E sarebbe proprio questa l’indicazione, auspicata tra gli altri ieri dall’ex direttore di Ema Guido Rasi, che il Cts starebbe vagliando. Su cui da più parti si richiede una decisione sollecita. Dunque? Cosa aspetta il comitato tecnico scientifico? Come fin qui accaduto, infatti, sul fronte decisionale le autorità regolatorie balbettano. Si limitano a raccomandare e non a decidere. A dare indicazioni anziché stabilire una linea di condotta univoca e valida su tutto il territorio nazionale. Il che non aiuta a evitare di mettere in discussione lo strumento vaccino e, soprattutto, a rassicurare l’opinione pubblica. Una mancanza di uniformità che, ad oggi, comporta per esempio che le Regioni procedano in ordine sparso.

Vaccini e open day, tentennamenti e balbettii del Cts: si va in ordine sparso

Nell’attesa che il Cts decida, allora, ancor prima della morte – ieri pomeriggio – della ragazza ligure, alcune Regioni come la Campania, hanno già cancellato gli open day. Come pure la Sicilia: altra Regione che aveva fatto molti open day, ha sospeso l’uso di AstraZeneca per gli under 60. Enel frattempo è calata anche la domanda dei giovani, che nei giorni scorsi facevano la coda per ricevere subito i vaccini a vettore virale come Johnson&Johnson e Astra-Zeneca. Insomma, tutti precedono il Cts e il ministero alla Salute nel decidere. Perché tentennamenti e stop and go aprono al rischio e al dubbio. E finora hanno giustificato solo un balletto di disposizioni e contro-suggerimenti dannosi e incomprensibili.

Giorgia Meloni: «Basta approssimazione. Il governo riferisca in Parlamento. Gli italiani devono sapere»

Indubitabile infatti che, come ha rilevato ancora ieri Giorgia Meloni via Facebook: «In pochi mesi siamo passati alla raccomandazione di AstraZeneca solo per alcune fasce d’età e non per gli anziani. Poi ancora “buono per tutti”, per essere poi sospeso da Ema e da Aifa per tre giorni a livello precauzionale. Infine per essere sconsigliato ai giovani, ma allo stesso tempo somministrato anche ai giovanissimi durante gli open day. Ora basta, non se ne può più di questo caos e di questa approssimazione. Chiedo che il governo riferisca immediatamente in Parlamento. Gli italiani devono sapere. Pretendiamo trasparenza e chiarezza: non si scherza con la salute dei cittadini».

 

 

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