A Milano più soldi alle scuole con più stranieri. FdI: «Un paradosso: i ghetti li hanno creati loro»

giovedì 3 Giugno 10:34 - di Natalia Delfino
milano scuole stranieri

Più soldi alle scuole che hanno un numero maggiore di studenti stranieri, come forma di contrasto alla «segregazione scolastica». La trovata arriva da Milano, dove il Municipio 6, a guida Pd, ha approvato un’apposita delibera. «Siamo al paradosso. Prima realizzano quartieri ghetto e poi si lamentano del fatto che molte famiglie decidono di non andare nelle scuole del proprio bacino», ha commentato Riccardo De Corato, assessore lombardo alla Sicurezza e consigliere comunale di FdI.

Più soldi alle scuole con più stranieri

Nel “Patto territoriale contro la segregazione scolastica, per la gestione delle iscrizioni alle scuole primarie e secondarie di primo grado”, di cui dà conto l’edizione milanese di Libero, il Municipio 6 ha previsto «premialità per le scuole più svantaggiate» che saranno attinte dai fondi per il diritto allo studio. L’obiettivo è «favorire, tra le diverse autonomie scolastiche, un maggiore equilibrio nella loro composizione socio-economico-culturale al fine di garantire» e «le pari opportunità educative a tutti i minori nel rispetto del principio di equi-eterogeneità nella formazione delle classi anche interloquendo con l’Ust per distribuire in maniera equa le quote di alunni di origine straniera, Nai (Nuovi arrivi in Italia, ndr), con Bes (Bisogni educativi speciali, ndr) e provenienti da famiglie in condizioni svantaggiate».

De Corato: «Il solito approccio ideologico»

«La chiamano “segregazione scolastica” e – ha sottolineato ancora De Corato – scrivono che è la conseguenza di “una fuga degli italiani” verso le scuole private e quelle a forte dominanza di italiani, che ha come esito la netta separazione tra gli alunni di classe sociale elevata e quelli stranieri o quelli svantaggiati socialmente». Nel programma, però, non vi è alcun «cenno ai veri problemi di molte scuole a concentrazione straniera, ovvero la lentezza dei programmi, visto che molti alunni non sanno l’italiano», ha chiarito ancora l’esponente di FdI, ricordando che per affrontare seriamente il problema servono politiche di vera integrazione.

«È vero che in molte scuole della periferia ci sono problemi, ma non è certo in modo ideologico che si risolvono, contestando anche la liberalizzazione della scelta della scuola», ha sottolineato De Corato, ricordando che invece di trovate come quella del Municipio 6 servirebbe «creare classi ponte per i primi anni, per chi non mastica la lingua o a organizzare corsi ad hoc».

FdI propose i corsi di italiano: l’accusarono di razzismo

Per Massimo Girtanner, membro dell’assemblea nazionale di FdI ed ex presidente di Zona 6, anche lui sentito da Libero, poi, «da un Municipio ideologico come quello 6 non poteva altro che essere partorita una delibera del genere». «Se una delibera del genere l’avesse proposta il centrodestra cosa avrebbero detto? Quando ricoprivo la carica di presidente, proposi corsi ad hoc di italiano per gli alunni stranieri, magari durante i pomeriggi scolastici, ma venni subito tacciato di razzismo. E oggi – ha concluso l’esponente di FdI – siamo alla delibera che vuole disegnare i bacini di utenza».

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