Saman, sparita dopo il no alle nozze forzate: c’è un video con 3 uomini con le pale. S’indaga per omicidio

giovedì 27 Maggio 18:01 - di Lorenza Mariani
Saman video

Di lei non si sa più nulla dall’inizio di maggio. Ma ora, sul mistero della sorte di Saman Habbas, grava pesante il sospetto dell’omicidio. Più che mai ora, che dal web trapela la notizia di un video delle telecamere di sorveglianza, nell’ambito delle indagini che stanno svolgendo i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia e della Compagnia di Guastalla.

Saman, nel giallo della scomparsa spunta un video

Immagini che, secondo quanto racconta il sito dell’Ansa, riprenderebbero «tre persone che portavano con sé due pale. Un secchio con un sacchetto azzurro. Un piede di porco e un altro strumento di lavoro. E si dirigevano nei campi dietro la casa della famiglia di Samman Abbas. Non solo: sempre secondo quanto battuto dall’agenzia di stampa, le tre persone riprese nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza, «uscirono di casa alle 19.15 del 29 aprile e rientrarono alle 21.50».

Saman, nel video 3 uomini con pale, piede di porco e strumenti da lavoro

Gli inquirenti mantengono forte riserbo sulle indagini in corso, seguite dai carabinieri del comando provinciale reggiano, coordinati dalla Procura. Ma è possibile che a questo punto vi siano, o potrebbero emergere a breve, alcuni indagati tra i familiari della 18enne scomparsa. La scena immortalata dal video, dunque, rende plausibile ipotizzare che la ragazza di origine pachistana scomparsa da Novellara, nel Reggiano, dopo essersi opposta alle nozze combinate, possa essere stata uccisa.

La storia di Saman Habbas

La storia di Saman, drammaticamente simile a quella di altre connazionali che vivono nel nostro Paese, è l’ennesima vicenda che riaccende i riflettori su una realtà migratoria in cui la possibilità di inclusione e integrazione è spesso ostacolata dalla famiglia d’origine delle giovani immigrate. E allora, come altre prima di lei, anche Saman ha dovuto lottare per far valere il suo rifiuto di sottostare all’imposizione dei genitori che volevano per lei un matrimonio combinato.

La denuncia di Saman ai genitori

E per lottare, ha lottato tanto Saman. E come ha potuto. Come noto e ricostruito ancora ieri in una pagina di Chi l’ha visto dedicata al suo caso, i suoi genitori avrebbero voluto costringerla a tornare in Pakistan per le nozze islamiche forzate con un cugino. A gennaio scorso Saman Habbas aveva dunque denunciato la madre e il padre di 43 e 46 anni con l’accusa di costrizione o induzione al matrimonio. Un evento che era già stato fissato per il 22 dicembre, con biglietti aerei acquistati il 17 dicembre. La giovane, all’epoca ancora minorenne, si oppose e si rivolse ai servizi sociali.

Il rientro in famiglia dopo un periodo in una comunità protetta

Poi però, dopo un periodo percorso in una comunità protetta dove, dopo la denuncia i servizi sociali l’avevano ospitata cautelativamente, una volta maggiorenne Saman decise di tornare a casa. Così, l’11 aprile la ragazza rientra in famiglia a Novellara (nel Reggiano). Ma poco meno di un mese dopo, quando il 5 maggio i carabinieri – su sollecitazione dei servizi sociali – sono andati a casa dove Saman viveva con i familiari, non hanno trovato nessuno. I genitori della giovane sono partiti in fretta e furia per il Pakistan, con un volo da Milano Malpensa. Le indagini, però, anche in quel caso non trovano traccia di Saman su quel volo: il suo nome non risulta nella lista dei passeggeri. Ora quel video fa focalizzare le indagini degli inquirenti sull’ipotesi dell’omicidio.

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