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Primo maggio, Meloni: “Nulla da festeggiare”. E celebra un artigiano che ha resistito al lockdown

“Finché a tutti gli italiani non sarà consentito di tornare a lavorare e a vivere non ci sarà nulla da festeggiare”. Da questa mattina campeggia sui profili Social di Giorgia Meloni questa considerazione sul primo maggio.

Meloni dedica il primo maggio a un artigiano delle Marche

Una festa dei lavoratori in tono particolarmente dimesso, come ha ricordato la leader di Fratelli d’Italia, in un post successivo. Dedicato, in questo caso, a “Franco Cimadamore, un artigiano delle scarpe di Montegranaro nelle Marche. Produce le sue calzature a mano, dal 1936, con una lavorazione attenta ed accurata, senza fretta, solo 50 paia al giorno. Una sapienza tutta marchigiana. Un patrimonio, quello artigianale del Made in Italy, che mai come in questo periodo dobbiamo valorizzare e promuovere. Dedico a lui – ha concluso la Meloni – e a tanti altri pionieri che come lui ancora resistono, questo triste primo maggio”.

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Le iniziative di FdI in tutta Italia

“Grande successo per l’iniziativa lanciata da Fratelli d’Italia che ieri sera ha replicato in tutte le piazze d’Italia la fiaccolata, organizzata poche sere fa davanti a palazzo Chigi con il presidente Giorgia Meloni, per manifestare contro il coprifuoco, una misura irragionevole che infligge un colpo mortale alla nostra economia, che non ha alcun senso nella lotta alla pandemia ma che al contrario limita la libertà dei cittadini”. Così una nota di Fratelli d’Italia.

“Nella giornata di oggi, festa dei lavoratori, il dipartimento Lavoro del partito ha organizzato, nei centri storici di tutte le città della penisola dove le serrande delle attività sono chiuse a causa della crisi incombente, dei flash mob durante i quali i parlamentari, gli esponenti locali e i simpatizzanti di Fratelli d’Italia hanno esposto uno striscione con la scritta: ‘Non è festa senza lavoro'”, conclude la nota.

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“In piazza Duomo c’è l’Italia del merito”

“Oggi in questa piazza c’è l’Italia del merito, che vuole lavoro vero e non reddito di cittadinanza; l’Italia dell’interesse nazionale, che contrasta le delocalizzazioni selvagge e difende l’italianità delle nostre imprese; l’Italia della partecipazione, un tema da sempre caro alla Destra e al sindacato nazionale su cui siamo noi a rilanciare la sfida al segretario Pd Letta”, lo ha detto il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza, intervenendo dal palco del 1 maggio dell’Ugl in Piazza Duomo a Milano.

“Ma in questa piazza c’è anche l’Italia della libertà. Dopo 15 mesi di pandemia e 945 mila posti di lavoro persi, dobbiamo guardare avanti. Non ci rassegniamo a un futuro di Smart working o di intelligenza artificiale, perché crediamo nella dimensione umana del lavoro. E non ci rassegniamo a un presente di chiusure, coprifuoco e restrizioni. Oggi è una festa amara perché ci sono milioni di lavoratori a cui ancora viene impedito di lavorare e Fratelli d’Italia chiede una volta di più al governo di riaprire subito in sicurezza”, conclude Fidanza.

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