Prato, finisce a forbiciate la lite tra due cinesi per motivi economici

sabato 29 Maggio 14:34 - di Redazione
Prato lite cinesi

Finisce a forbiciate una lite tra due cittadini cinesi a Prato. Agenti delle Volenti  sono intervenuti a piazza Rodolfo Gelli, zona “San Giusto” a seguito di una segnalazione di una lite violenta in strada. Sul posto uno dei due uomini  presentava una vistosa ferita da arma da taglio all’addome.

Prato, cinese arrestato per tentato omicidio

Dagli immediati accertamenti è risultato che il secondo uomo era stato l’autore del ferimento. I due cinesi stavano litigando e il diverbio ha assunto conotati violenti, secondo le prime ricostruzioni, per motivi di natura economica.  Uno dei due avrebbe colpito con pugni il connazionale, il quale, per reazione avrebbe estratto un’arma da taglio e colpito a sua volta l’avversario. Sul posto è intervenuto il  personale sanitario del 118, che ha rasportato il ferito presso il locale nosocomio. Le condizioni erano molto gravi e i chirurghi l’hanno subito sottoposta a intervento. Nella piazza erano presenti alcuni testimoni, che hanno aiutato a ricostruire la vicenda, accennando alle modalità dell’aggressione ed al suo epilogo. Hanno indicato in un paio di forbici lo strumento utilizzato per l’aggressione, aggiungendo che la persone indicata quale aggressore si sarebbe allontanato dal posto per farvi rientro dopo alcuni minuti.

Prato, lite violenta tra cinesi: non è un caso isolato

Gli accertamenti di polizia e la perquisizione presso il domicilio dell’uomo, che è poco distante dallo scenario dell’intervento, consentivano di rinvenire le forbici utilizzate per la ferita. Gli inquirenti le hanno sequestrate assieme ad altro materiale ritenuto d’interesse per la ricostruzione dei fatti. Entrambi i cittadini cinesi, cinquantadue anni l’aggressore, quarantuno anni il ferito, sono conosciuti alle forze dell’ordine. Risultano entrambi  regolari sul territorio nazionale. L’aggressore è stato accompagnato in Questura e successivamente arrestato per il reato di tentato omicidio, dopodiché è stato accompagnato presso la locale Casa Circondariale della “Dogaia”. Non è un caso isolato.

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