Omicidio Cerciello, i giudici in camera di consiglio: i due assassini rischiano l’ergastolo

mercoledì 5 Maggio 13:16 - di Paolo Lami

È attesa a breve la sentenza sull’omicidio Cerciello, il 35enne  brigadiere dei carabinieri ammazzato a coltellate a Roma, nel quartiere Prati, a ridosso del centro, da due studenti statunitensi.

I giudici della Prima Corte d’Assise di Roma sono, infatti, entrati in camera di consiglio per emettere la sentenza del processo sull’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso con undici coltellate il 26 luglio del 2019 nella Capitale.

Per i due imputati, gli americani Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth, accusati di concorso in omicidio, il pm Maria Sabina Calabretta ha chiesto la condanna all’ergastolo.

In aula sono presenti i familiari del vicebrigadiere e la vedova Rosa Maria Esilio. La sentenza potrebbe arrivare in serata o domani.

L’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega che, nella notte fra il 25 e il 26 luglio del 2019 era in servizio alla caserma dei Carabinieri di piazza Farnese, avvenne nel corso di una colluttazione che i due assassini avevano ingaggiato con il militare dell’Arma e con un collega Andrea Varriale mentre questi ultimi li stavano fermando per un controllo.

I due giovani studenti americani erano a caccia di droga in giro per la Capitale dopo aver bevuto.  E nel loro girovagare per rimediare gli stupefacenti, a Trastevere erano incappati in Sergio Brugiatelli, un 47enne romano al quale chiedono dove poter acquistare droga.

Brugiatelli prende tempo. Dice ai due studenti americani di non averla appresso in quel momento, ma di potergliela procurare. E contatta un amico, un certo Italo. Che gli dà appuntamento assieme a Eldler e Hjorth a piazza Mastai, sempre a Trastevere.

Una telecamera di sorveglianza, poi successivamente visionata dagli investigatori per ricostruire tutti i passaggi dell’omicidio Cerciello, lì riprenderà tutti e tre assieme mentre camminano verso piazza Mastai: Brugiatelli, Eldler e Hjorth.

Ma, a un certo punto, Italo richiama Brugiatelli chiedendogli di raggiungerlo dalla parte opposta di viale Trastevere, all’angolo con via Cardinale Merry del Val.

Il terzetto riparte, Eldler decide di fermarsi ad attendere su una panchina a piazza Mastai, accanto alla borsa e alla bicicletta di Brugiatelli. Che, assieme a Natale Hjorth si appresta a raggiungere il suo amico Italo.

È in quel momento che, insospettiti dal gruppetto, 4 carabinieri fuori servizio, si avvicinano facendo saltare la trattativa sull’acquisto di cocaina .

Sorpresi dal contrattempo, i due studenti statunitensi fuggono  portandosi appresso lo zaino di Brugiatelli al quale i carabinieri consigliano di contattare il 112.

Ma il 47enne chiama il suo cellulare al quale risponde Natale Hjorth che lp avverte: se rivuole la borsa deve portargli 100 euro e un grammo di cocaina.

È a quel punto che l’Arma invia Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale. Sono in borghese e senza pistola.

Devono affrontare quello che, in gergo, si chiama “cavallo di ritorno“. Un’estorsione, sostanzialmente.

Il momento in cui Mario Cerciello Rega viene ucciso si avvicina velocemente.
Gli americani alloggiano all’Hotel Meridien, nei pressi della Corte di Cassazione. E lì vicino, in via Pietro Cossa, danno appuntamento a Brugiatelli per restituirgli lo zaino e prendere i 100 euro e il grammo di coca.

Brugiatelli va all’incontro assieme a Cerciello e Varriale. Si ferma poco prima mentre i due carabinieri si avvicinano al punto in cui è stato deciso che ci sarà lo scambio.

Ci vuole ai due militari dell’Arma  poco per capire che quei due giovani intabarrati nelle  felpe con il cappuccio tirato sulla testa sono i due che stanno cercando.

Assicurerà Varriale che lui e Cerciello si sono qualificati. I due studenti negano.

Comunque Eldler, a quel punto, tira fuori  un coltellaccio da 18 centimetri e inizia a infierire ripetutamente sul povero Cerciello.  Undici coltellate che non lasceranno scampo al vicebrigadiere. “Ha perso tutto il suo sangue”, dirà il perito al processo.

Non servirà la corsa disperata al Santo Spirito. Cerciello si era sposato da appena 43 giorni. Aveva tanti progetti assieme alla giovane moglie. Spazzati via da due studenti in cerca di droga e di una notte brava.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostienici

In evidenza

News dalla politica

Array ( [0] => ppm-bundle )
Array ( [0] => jquery [1] => paypal-ipnpublic-bn [2] => jquery-easy-ticker [3] => super-rss-reader [4] => wc-add-to-cart [5] => woocommerce [6] => wc-cart-fragments [7] => advanced-invisible-antispam [8] => bootstrap [9] => main [10] => wp-embed )