Marine Le Pen fa paura e scatta la censura: nessun editore vuole pubblicare il suo libro

martedì 25 Maggio 17:41 - di Adriana De Conto
Marine Le Pen

La censura in Francia si abbatte su Marine Le Pen, la favorita – un anno dalle elezioni presidenziali francesi – in tutti i sondaggi. Nessun editore vuole pubblicare il suo libro-manifesto. Un ostracismo rivelato rivelat dall’Express, all’interno della rubrica Les indiscrets. «Le Pen senza editori», è il titolo del  settimanale parigino, che riporta il malessere della  candidata leader di leader del Rassemblement national (Rn) alle presidenziali del 2022 per le barricate che il mondo dell’editoria ha innalzato contro di lei.

Gli editori fanno muro contro la Le Pen

Porte in faccia alla Pen. «C’è un terrorismo intellettuale nelle nostre società. L’editore che pubblica Marine Le Pen è fottuto», ha dichiarato all’Express l’eurodeputato e consigliere speciale della leader sovranista Philippe Olivier. Il quotidiano Libero ha riportato la notizia e lo sfogo di Olivier. Che illustra la situazione di una censura ideologica spaventosa. “Nessuna casa editrice di prima fascia, ma nemmeno quelle di seconda e di terza, vogliono accostare il loro nome al cognome Le Pen- leggiamo su Libero –  considerato “radioattivo” e nefasto per l’immagine della maison. Non è la prima volta che la Le Pen si trova a combattere contro le chiusure nei suoi confronti. Anche nel 2016 all’epoca delle presidenziali che portarono al successo  Macron, l’allora  presidente Front national voleva  sulla pratica del potere. «È troppo rischioso per la marca, potrebbe far fuggire alcuni autori. C’è soprattutto il timore di un flop in libreria. La sua immagine è ancora troppo sulfurea», commentò in forma anonima a Rtl un importante editore.

Marine Le Pen vola nei sondaggi e scatta l’ostracismo

Marine Le Pen fa paura. Vola nei sondaggi. L’ultima rilevazione, curata dall’istituto Harris Interactive, la accredita  tra il 27% e il 29% al primo turno, davanti all’inquilino dell’Eliseo Emmanuel Macron, contro cui andrebbe a giocarsela al ballottaggio. La sua popolarità è in ascesa: gli elettori delusi dei Républicains, il partito della destra gollista che fu di Nicolas Sarkozy, guardano a lei e al suo programma, convinti dalla sua opera di “dédiabolisation”, ossia di ammorbidimento delle posizioni più estreme. E quindi a lei è proibito quel che in realtà è nelal tradizione di tutti gli sfidanti presidenti in pectore: pubblicare una sorta di libro-manifesto con cui mettere nero su bianco idee e programma politico.

Tutti i candidati all’Eliseo hanno potuto pubblicare

Lo fece  Sarkozy nel 2006 con Témoignage, Hollande nel 2012 con “Changer de destin” , e Macron nel 2016 con Révolution. Ebbene solo con  Marine Le Pen questa tradizione si dovrebbe interrpmpere, perché  nessun editore è disposto a vpublbicare il suo libro. Il che è una sorpresa per lei. La sua immagine  sembrava “sdoganata” e più “rassicurante” dopo avere delineato un programma più soft. Invece, ad oggi, il suo  Pour que vive la France non riverdrà la luce.  L’editore, le Éditions Grancher, una piccola casa editrice fondata nel 1952, nel 2006 aveva già pubblicato À contre-flots, autobiografia di Marine Le Pen. Ma- ricostruisce Libero-  le cose sono cambiate. Nel settembre 2013,  Grancher è entrato nella società editoriale Piktos e da allora sono stati “gentilmente” restituiti alla leader  di Rn  i diritti di pubblicazione. I nuovi proprietari non hanno la minima intenzione di avventurarsi nella pubblicazione del volume. Con toni netti:  “mai più” un libro della Le Pen, per non “insozzare” nuovamente la reputazione di Grancher.

“Pubblicare la Le Pen è come pubblicare un serial killer”

Inaccettabile. Anche in Francia i “democratici”  sono messi male a libertà e a censura . Il mondo intellettuale si trincera dietro l’ostracismo quando perde contatto con il Paese profondo. Alle forze governative non va giù l’accreditarsi della le Pen e il conseguente allontanamento dalla politica di Macron, che ha molto deluso. La gauche e gli editori di riferimento le tentano tutte per oscurarla. Qualche tempo fa  il responsabile della saggistica di una casa editrice  parigina se ne uscì così, leggiamo sempre sul quotidiano di Sallusti: «Pubblicare Marine Le Pen è come pubblicare un serial killer o un assassino di bambini: lo scandalo è assicurato a prescindere dai contenuti del libro. Dunque, non lo pubblichiamo». Sono passati anni ma il clima peggiora. Bruttissimo segnale. Se e quando troverà un editore coraggiolo, le auguriamo quel che sta avvenendo con il libro di Giorgia Meloni: 5 edizioni, 100mila copie in poche settimane.

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