L’uomo nuovo si chiama “nessuno”: dove vuole portarci il credo globalista

17 Mag 2021 16:49 - di Antonio Saccà

Il termine “Multinazionale” non va riferito esclusivamente alle multinazionali, è un termine che va riferito alla globalizzazione. La globalizzazione è possibile in quanto esistono le multinazionali, le multinazionali esistono in quanto possono globalizzare l’economia dappertutto.Non basta, quando si usa il termine “multinazionale” bisogna riferirlo anche all’ interno delle nazioni , precisamente una molteplicità di nazioni all’interno di un unico stato.

In  modo relativo, moderato, misurato molte società sono state multietniche e multinazionali ma non come si pretende oggi: senza un equilibrio tra la parte diciamo nazionale della Nazione e la parte straniera etnicamente della Nazione .Questa ipotesi è una novità. Nessun greco, nessun romano, nessun inglese,nessuno francese, per quanto paesi al massimo grado in relazione con gli stranieri hanno concepito di rendere la loro Nazione indifferente alla eventualità che gli stranieri potessero diventare maggioranza; o che potessero sostenere l’economia decisamente, od oscurare la cultura nazionale, o le usanze alimentari; o suscitare l’inaudita opinione che poiché siamo tutti esseri umani che in un paese vi sia un popolo che sostituisce il popolo natio: fa lo stesso, siamo tutti umani, al dunque, che gli stranieri ci soppravvanzino e riparino la nostra manchevole demografia, bene, siamo tutti umani, ripeto.

Una novità, dovuta al mercato mondializzato che permette di utilizzare gli stranieri favorevolmente per le imprese a minor costo importandoli, spostandoli, al modo in cui  permette alle multinazionali di spostare gli alimenti da una nazione all’altra secondo la convenienza, le imprese, i capitali. Ne viene una alterazione delle società, alterazione, non arricchimento culturale. Nessun ellenismo in quel che viviamo, nessun alessandrinismo. Alessandro, Cesare volevano combinare culture, civiltà. Alessandro riuscì a creare l’ellenismo, l’influenza della civiltà greca su e con quella mediorientale; Cesare l’influenza della civiltà egiziana, sopra tutto, sulla romana, furono influenze di civltà, oggi non vi è minimo apporto di scambi di civiltà, se mai la degradazione delle nostre società con sottoccupati, disoccupati, schiavizzati, emarginati, delinquenti, povera gente, e chiamiamo tutto questo multietnicità, integrazione, dialogo, unità del genere umano, quando è principalmente perdita di noi stessi, confusione, scadimento.

Gli uomini sono uguali per natura, nascono, vivono, muoino, disuguali per civiltà (storia). Non sono intercabiabili, né dovremmo affidare la nostra civiltà(storia) a chi si è formato in una diversa cività. Chi crede in Dio non è storicamente uguale a chi crede in Allah. Chi è iconografico non è come chi è iconoclasta.E’ uguale per natura non per determinazine sociale, ripeto. Non esiste un unico Dio, ogni popolo ha il suo Dio o non averlo. Questa globalizzazione universalistica in terreno “filosofico”, l’uomo generico, astorico, addirittura alimentare con il trasferimento di uso alimentare da un popolo ad un altro o la suscitazione di alimenti innaturali buoni per tutti (!); questa globalizzazione universalistica di masse umane, questa indeterminazione sessuale, questa distruzione del vecchio uomo localistico, nazionale, storico e la ricostruzione nell’uomo sradicato, aperto a tutto e a tutti,finiranno con il dissolvere ogni caratterizzazione storica.

A lungo termine lo svantaggio demografico di una nazione che non prolifica come l’Italia o la Spagna suscita accrescimento esponenziale degli stranieri, un’alterazione culturale ed etica della nazione ospitante che non diventa più ospitante ma diventa ospitata in casa propria.Certo,l’identità non è  un quadro al muro che non si deve smuovere, i mutamenti è, però, bene vederli e capirne lo scopo finale, se lo scopo finale dell’alterazione degli alimenti, della penuria demografica, dell’eredità etica  rende inferiore una nazione di fronte agli ospitati  o fa sparire la civiltà propria,chi riterrebbe opportuna decisione  ospitare convinto che verrà cacciato da casa, chi vorrà asservirsi al globalismo multinazionale certo di perdere la propria nazione! Ma sono uomini come noi, si dice, che stiano nel nostro paese visto che noi diminuiamo di nascite, che male ne abbiamo, esseri umani loro, essere umani noi! Oppure:tutto cambia, vi sarà un uomo nuovo, sempre uomo è. Preciso ancora:gli uomino sono uguali per natura, differenziati per civiltà(storia). Allora, dirà qualcuno( il globalistico universalistico) rendiamoli uguali anche per civiltà.

Ecco, lo svelamento. Abbiamo scoperto il falsario. Negare l’essenza della vita, la diversità. Solo una violenza satanica multinazionale antinazionale potrebbe rendere uniformi gli uomini ed i popoli. Non vi sarebbe scelta. Chi intende salvare alcunchè di personale e non accoglie tutto e tutti, non si universalizza, non si multinazionalizza, non si inglobalizza, sarebbe anomalo, un refrattario che mantiene quello straccetto bucato che era l’individualità, personale e del proprio popolo. Niente al paragone dell’uomo universalizzato e dei popoli che sono contemporaneamente bianchi, gialli, neri, dei cibi che condiscono la carne venuta fuori da un albero di mele con salsine di vermetti al vino antiuva, mentre intorno festeggiano bambini partoriti dal ventre paterno, e tutta questa samarcanda perchè?Per vendere tutto ovunque, e se rifiuti sei un senile abitatore della antichissima società dei pregiudizi, quando accettavi e rifiutavi, e chi ti voleva convincere sulla valenza dei grilli allo spiedo non lo  sognavi neanche nei più tenebrosi incubi, laddove, ora, attento: non criticare, non rifiutare, fatti universale, aperto, snazionalizzati, disindividualizzati, sii aperto, globale, sii nessuno.

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