L’imam in carcere voleva la testa di Souad Sbai. FdI: “Lamorgese le assegni subito una scorta”

venerdì 14 Maggio 17:28 - di Davide Ventola
souad sbai

“Non temo le minacce dell’imam, ma i rischi per la sicurezza del nostro Paese”. Lo dichiara Souad Sbai, giornalista ed ex parlamentare del Popolo della Libertà, da sempre in prima linea contro l’estremismo religioso, dopo la notizia dell’arresto di Bouchta El Allam.

Il 42enne di origini marocchine, detenuto e Imam nel carcere di San Michele ad Alessandria, “nei suoi sermoni usati per la preghiera all’interno dell’istituto penitenziario, proferiva parole di odio anche contro la sottoscritta. Auspicava la mia decapitazione come accaduto al professore francese Samuel Paty”.

Chi è l’imam che voleva decapitare Souad Sbai

Bouchta El Allam, noto come ‘Bush’, invocava la distruzione del Vaticano, inneggiava alla Jihad e augurava per Israele “la venuta di un nuovo Hitler”. È accusato di istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. “Ancora una volta l’estremismo islamista si scaglia contro chi lo combatte”, afferma Sbai. La giornalista in passato è già stata aggredita e minacciata di morte da terroristi islamici. “Da anni denuncio la deriva di un certo Islamismo, ma come in passato, anche questa volta non mi lascerò intimorire”.

“La vicenda di questo personaggio fa rabbrividire e deve riportare necessariamente l’attenzione sugli istituti penitenziari e su quello che accade tra la popolazione carceraria islamista e filo jihadista. Perché personaggi come “Bush”, all’interno delle nostre carceri ce ne sono tanti – avverte Sbai – Non possiamo lasciare che imam con ideologia jihadista, continuino a fare proselitismo in cella. La politica e le istituzioni devono farsi carico di questo problema una volta per tutte”.

La solidarietà di Maurizio Gasparri

In queste ore il mondo politico sta esprimendo solidarietà a Souad Sbai, Maurizio Gasparri ricorda che l’ex parlamentare è “da sempre in prima linea contro l’estremismo islamico. Sono certo che queste vili minacce non fermeranno il suo lavoro e il suo prezioso contributo a difesa della libertà delle donne”.

Urso: “Date una scorta a Souad Sbai”

Per Adolfo Urso, “le minacce esplicite indirizzate a Souad Sbai dal detenuto e imam nel carcere di Alessandria Boutcha El Allam, che ne ha auspicato la decapitazione, dovrebbero indurre a concederle la scorta senza alcuna sollecitazione. Sbai è da sempre impegnata nella lotta contro il proselitismo jiadista che rappresenta una minaccia costante per il nostro Paese e l’intera Europa. Il terrorismo trova purtroppo facile terreno in questi contesti. Quindi – conclude il senatore di FdI – bisogna mettere sotto tutela chi corre seri rischi”.

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